Primopiano

Settimana Santa di Caltanissetta 2024: torna la Passione nel cuore della Sicilia

Per la città di Caltanissetta è iniziata la settimana più bella, più intensa e più evocativa dell’anno.

I riti della Settimana Santa, faranno rivivere la passione di Cristo. E lo faranno nel “cuore” della Sicilia e nel “cuore” di tutti i nisseni che vivono o che hanno vissuto in città.

Si tratta di un appuntamento sempre uguale a sé stesso nei riti, nelle figure istituzionali e nei simulacri in processione. Ma, al contempo, si tratta di un rito sempre diverso perché, ogni anno, vengono rievocate emozioni, risvegliati sentimenti e rivissute esperienze.

In quei volti in cartapesta, in quella maestosa barca infiorata, in quella statua lignea annerita, in quegli artigiani c’è la storia della città e dei suoi abitanti.

Una storia costruita nel dolore, come quello della scintilla di Grisou che è scappata via dentro la miniera di Gessolungo causando quella tragedia che, dopo oltre 100 anni, continua a segnare la città e che è diventata a livello regionale il giorno-simbolo delle vittime delle miniere. Una storia che ha portato i familiari addolorati per le vittime e i lavoratori che avevano ricevuto la grazia di uscire vivi a commissionare la prima Vara. E adesso, dopo oltre 100 anni, i capolavori dei Biangardi continuano commuovere chi li guarda.

Una storia che, a raggera, ha coinvolto tutti, compresi quei garzoni di bottega che un giorno decisero di far creare i propri gruppi sacri e coinvolsero lo scultore Salvatore Capizzi.

“La settimana Santa di Caltanissetta è unica nel suo genere, per la varietà di riti che si susseguono e per l’arco temporale coperto – ha spiegato il Sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino -. E’ una fusione tra tradizioni, usi e spinte emotive che coinvolgono tutti senza distinzione d’età. Durante questa settimana la nostra piazza si riempie di persone che, silenziose, seguono le processioni. Ed è commovente vedere i più grandi – genitori o nonni – che raccontano ai bambini il significato di questi riti. E’ la più potente e intensa trasmissione dell’eredità cittadina. E io invito tutti a continuare a vivere questi momenti. Con la stessa gioia e stupore di un bambino ma con la consapevole maturità di un adulto”.

Si inizierà domani, domenica delle Palme, con l’uscita del simulacro di Gesù Nazareno dal cortile della chiesa di Sant’Agata. Dal portone sul “Bastione”, uscirà un’imponente barca infiorata sovrastata dal Cristo benedicente accompagnata dal clero, dall’associazione Gesù Nazareno presieduta da Salvatore Giammusso e dalle istituzioni.

Si proseguirà con l’associazione A.Te.Pa. Teatro della Parola, presieduta da Salvatore Alfano, che nelle vie del centro storico metterà in scena la 51^ edizione della “passione di nostro Signore Gesù Cristo” con la rievocazione dell’ultima cena, la cattura nell’orto degli ulivi, il Sinedrio (programmate per lunedì), il Pretorio di Pilato e ‘A Scinnenza (martedì).

“il Sinedrio” sul sagrato della chiesa di S. AGATA e martedi il Pretorio di Pilato sulla scalinata Silvio Pellico.

Mercoledì sarà la giornata più intensa come appuntamenti poiché si inizierà la mattina, con la processione della Real Maestranza e il suo fortemente simbolico “cambio di colore” dei guanti, calze e papillon. Dal luttuoso nero al luminoso bianco, dai drappi arrotolati e le aste calate ai gonfaloni svolazzanti. Simboli che ripercorreranno la morte e la resurrezione di Cristo. A guidare il Corteo delle 10 categorie, per questo 2024, sarà il barbiere Edoardo Cammarata che la mattina del Mercoledì Santo sarà “accompagnato” dalla sua casa, in via Don Minzoni, fino al centro storico dove riceverà il Crocifisso velato di nero, per portarlo, in braccio, fino alla Cattedrale Santa Maria La Nova. Un “peso” morale piuttosto che fisico poiché quella scultura simboleggia il sudore e la fatica del lavoro, le morti dolorose durante lo svolgimento della propria professione, i disagi e i sacrifici che bisogna accettare. Un rispettoso corteo che, dopo la benedizione del Vescovo Mons. Mario Russotto e il suono festoso delle Campane di Santa Maria La Nova, inizierà a gioire e la processione, composta dai componenti della Real Maestranza, associazione presieduta da Giuseppe Tumminelli, e dai rappresentanti del clero uscirà per le vie del centro storico prima di far ritorno in cattedrale.

Il tardo pomeriggio, quando ancora il tramonto non avrà oscurato il cielo, le Varicedde si daranno appuntamento attorno la fontana del Tritone per poter uscire, in processione, tratteggiando le stazioni di Cristo. Un percorso differente rispetto a quello seguito per le altre processioni perché l’associazione “Piccoli Gruppi Sacri”, presieduta da Michele Spena, già da diversi anni attraversa le strette vie Berengario Gaetani e Consultore Benintendi. La “Strata ‘a foglia”, per una notte, tornerà indietro nel tempo e abbraccerà le Varicedde. Al termine della processione i piccoli gruppi sacri entreranno in Cattedrale e lì resteranno per qualche giorno.

Per una sola notte all’anno Vare e Varicedde resteranno custodite dentro la chiesa Santa Maria La Nova e per una notte le opere commissionate dai “mastri” e dai loro “garzoni” si incontreranno per sostare insieme, le une accanto le altre.

Giovedì sarà il giorno delle Vare di Francesco e Vincenzo Biangardi. Le maestose creazioni degli artisti napoletani usciranno già di buon mattino per essere addobbate dai fiorai. Si potranno trovare dislocate per le vie della città davanti alle associazioni o alle istituzioni che le detengono. Nel pomeriggio, così come da sempre previsto dall’associazione “Giovedì Santo” presieduta da Arcangelo Giammusso, l’appuntamento rimane sempre quello attorno alla Fontana del Tritone di Piazza Garibaldi. Punto dal quale, dopo la benedizione di S.E. il Vescovo della Diocesi di Caltanissetta Mons. Mario Russotto, partiranno per attraversare le vie del Centro Storico accompagnate, proprio come tutte le altre processioni della settimana, dalle bande musicali.

Vare e Varicedde, però, hanno un unico filo conduttore: la particolarità di far risuonare tutto il centro storico creando un coinvolgimento capace di assorbire completamente nello spettatore e farlo immergere nella mistica atmosfera della Passione di Cristo. Ogni Vara e ogni Varicedda, infatti, avrà la sua banda che seguirà il proprio repertorio musicale.

Venerdì è il giorno del lutto, del dolore, dell’uscita del “Cristo Nero” nel suo simulacro dorato dal Santuario del Signore della Città. Una processione che attraverserà il centro storico e alla quale parteciperà anche il Clero, il rettore del Santuario Padre Salvatore Tumminelli e i Fogliamari, guidati da Lillo di Forti e Mimmo Barrile per le loro caratteristiche “ladate”.

E’ una processione alla quale i nisseni non hanno fatto mai mancare il loro fervore religioso e la loro presenza. Perché quel crocifisso, ritrovato dai Fogliamari in una grotta tra le campagne della periferia cittadina, è ancora oggi fonte di un’intensa devozione.

La Settimana Santa si chiuderà la Domenica di Pasqua con le campane a festa, simbolo di rinascita e resurrezione, e la Santa messa Pontificale nella Cattedrale Santa Maria La Nova. Una celebrazione che sarà presieduta dal Vescovo Mons. Mario Russotto.

Tante sono le realtà che promuovono la Settimana Santa non soltanto nel territorio nisseno e regionale ma anche nel mondo e sarebbe impossibile citarle tutte. Non si tratta di “nonni” che vivono nel passato ma anche giovani fieri della propria identità cittadina e che, con passione, utilizzano i social per contribuire alla crescita della promozione della Settimana Santa non soltanto nel territorio nisseno e regionale ma anche nel mondo. Come i giovani che gestiscono la pagina “Riti e Passione – Giovani per la settimana Santa”.

Il Sindaco a nome di tutta l’amministrazione comunale e dei cittadini invita a venire ad apprezzare in presenza il fascino della Settimana Santa di Caltanissetta. Per chi, invece, non potrà essere presente potrà immergersi dentro questa mistica atmosfera assistendo a tutti i Riti Sacri della Settimana Santa di Caltanissetta in diretta dalla pagina Facebook de “Il Fatto Nisseno”.

Condividi