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Lorenzo Giovannone e i suoi occhi a raccontare la bellezza di Caltanissetta: “Noi ci sentiamo nisseni, parte di loro”.

Se dovesse scrivere una lettera, la indirizzerebbe al suo Maestro, una persona che durante l’adolescenza l’ha accompagnato nei giorni della vita; ma non è ancora il momento.

Lorenzo Giovannone, 23 anni – 24 in aprile –, sceglie, tuttavia, di dedicare parole, in questo suo disvelarsi, raccontarsi, cariche di entusiasmo a Caltanissetta, città che dallo scorso agosto, raggiunta dopo un lungo viaggio in macchina insieme a suo padre, Luca Giovannone, presidente della Nissa F.C., l’ha adottato e per la quale nutre un sentimento pieno e leale.

Nato a Frosinone, a diciotto anni, finito il liceo, si trova catapultato a Milano dove ci resta per cinque anni laureandosi in Economia e legislazione per l’impresa all’università Bocconi.

“È stato uno stimolo per me iniziare una nuova fase della mia vita” afferma Lorenzo Giovannone, ricordando l’emozione provata nel vedere, durante i primi giorni utili a scoprire la nuova città, piazza Giuseppe Garibaldi, contornata dall’imponente Cattedrale che getta l’occhio divino di fronte a sé, sulla chiesa di San Sebastiano, dove al centro erge maestosa la Fontana del Tritone, opera dello scultore nisseno Michele Tripisciano. “È un posto magnifico per me, sia di giorno, sia di notte”.

Membro del consiglio d’amministrazione della Nissa, Lorenzo Giovannone è mosso dalla curiositas, per dirla in latino – come usa pronunciarla lui –, dalla volontà di conoscere, esplorare; e per questo ha sempre cercato di assimilare il più possibile, sentendo il desiderio, oggi, di riaprire quel bagaglio culturale, sviluppato negli anni della pubertà, per approfondirlo e riempirlo con altre esperienze.

Ultimo di tre figli, ha un rapporto speciale con mamma Stefania, e anche con le due sorelle: “Giulia è sempre stata un po’ il genio della famiglia, quella che ha ottenuto sempre il massimo dei voti; Letizia è una ragazza molto dolce, empatica e dotata di una grandissima sensibilità”.

Con papà Luca, invece, ha un rapporto duplice, perché non è soltanto suo padre, ma anche il suo datore di lavoro. “È anche il mio migliore amico. Il mio più grande esempio: ho tanto da imparare da lui e gli sono grato per questa esperienza che ho cominciato al suo fianco”.

La parola “odio” non gli piace, ma sa che se dovesse abbinarla a un qualcosa, lo farebbe alla parola prepotenza. Una delle sue paure personali è tradire la fiducia che gli altri ripongono in lui, ma la affronta rifugiandosi in uno dei suoi ricordi più belli, che non è un’esperienza vissuta, ma un luogo, ovvero la casa al mare a San Felice Circeo in provincia di Latina, dove si sente al sicuro, perché la vista del mare, l’odore di salsedine e la bellezza del giardino che la circonda lo rilassano e confortano.

A volte testardo e impulsivo, Lorenzo Giovannone ha una grande capacità all’ascolto e il suo cuore è di colore biancoscudato. Ha giocato a calcio sino ai tredici anni, ma poi ha preferito concentrarsi sullo studio, sulla formazione. Si è sempre considerato un grande sognatore; e uno dei suoi sogni era fare l’attore, un giorno, ma poi la sua vocazione per l’imprenditoria ha prevalso.

Attitudine naturale che scaturisce una domanda: “Lorenzo Giovannone si sente essere più Lorenzo o più il figlio del presidente della Nissa F.C.?”

“Mi sento più il figlio del presidente, perché so di avere una responsabilità nei confronti di questa città, so di avere una carica che va portata con serietà, perché simboleggia una squadra che rappresenta una città”.

Onorato dell’accoglienza ricevuta, soprattutto del calore e dell’ospitalità, dice dei nisseni: “Sono persone meravigliose. Dobbiamo tanto ai nisseni. Noi ci sentiamo nisseni, parte di loro.”

Agli occhi di Lorenzo Giovannone, Caltanissetta è una città grande, ma a misura d’uomo, bellissima per la sua parte storica e per le sue tradizioni. “Noi nisseni dobbiamo essere bravi a valorizzare ciò che abbiamo: i monumenti, ma anche le cose che sono nate a Caltanissetta, come il cannolo siciliano”.

Troppo spesso calpestata, denigrata immeritatamente, Caltanissetta può rinascere, ripopolarsi, essere fonte di tante opportunità, anche per i giovani. Difatti, Lorenzo sorride raccontando del desiderio espresso da due suoi amici di volersi trasferire nella città nissena, dopo averla visitata: “Questa è una cosa che mi ha colpito, ma non meravigliato, perché mi è piaciuto sin dall’inizio l’ambiente, anche il polo dei giovani grazie all’università”.

Nonostante le classifiche che vedono la città dell’entroterra siciliano al penultimo posto per qualità di vita, Lorenzo Giovannone sente di non vivere in un luogo in tale posizione; anzi, si augura che diventi una città più rispettata, la quale “si deve difendere e portare in alto ciò che ha, per farle scoprire agli altri” di modo tale che possa diventare un centro turistico da conoscere, esplorare, amare.

Fra cinque anni, Lorenzo Giovannone si vede ancora a Caltanissetta con una Nissa salita in categorie superiori e con la volontà di dare alla sua città adottiva il giusto valore che merita.

“Apprezziamo di più la nostra città, difendiamola e portiamola in alto”.

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