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Crisi da sovraindebitamento. Fasciana: “il Governo istituisca un Fondo regionale per garantire le situazioni difficili”

“Apprendo dalla stampa che il governo regionale non contempla il Sostegno alle Procedure di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento che, sarebbero una Mossa Chiave per una Società Inclusiva”. A sottolineare la scelta della Regione Sicilia e a spiegare le motivazioni che dovrebbero invece proiettare le valutazioni verso un’altra prospettiva è il commercialista giudiziario Marco Fasciana che ben conosce la materia compresa nell’articolato normativo del codice della crisi e dell’insolvenza.

“Nel contesto economico complesso di oggi, il sovraindebitamento rappresenta una sfida significativa per numerose famiglie e individui – spiega -. Affrontare tale problema richiede un approccio olistico che non solo risolva le questioni finanziarie, ma che miri anche a prevenire il diffondersi di fenomeni dannosi come l’usura e l’estorsione. In questo contesto, il sostegno alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento emerge come un elemento cruciale con un notevole valore sociale”.

Per meglio argomentare le motivazioni Marco Fasciana procede affrontando punto per punto.

Risolvere lo squilibrio tra obblighi e incapacità: Le procedure di composizione della crisi fungono da strumento chiave nel risolvere gli squilibri tra gli obblighi assunti verso i creditori e l’incapacità del debitore di farvi fronte. Tale intervento non solo contribuisce a ripristinare l’equilibrio finanziario, ma svolge un ruolo preventivo nella lotta contro l’usura e l’estorsione.

La vulnerabilità delle persone sovraindebitate: Le persone che cercano di accedere a queste procedure spesso si trovano in uno stato di vulnerabilità finanziaria, prive di qualsiasi disponibilità immediata per avviare il processo. La mancanza di liquidità per il versamento del primo acconto rischia di scoraggiare il ricorso a tali procedure, compromettendo l’efficacia degli sforzi di composizione della crisi.

L’opportunità di un Fondo Regionale: Per affrontare questa sfida, emerge l’opportunità di istituire un Fondo regionale dedicato alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni dell’usura, dell’estorsione e del sovraindebitamento. Questo fondo non solo sosterrebbe i costi di avvio delle procedure, ma contribuirebbe anche all’esdebitazione del soggetto incapiente mediante l’erogazione di un contributo a fondo perduto.

Solidarietà e Società Inclusiva: La creazione di un Fondo regionale rappresenterebbe un atto concreto di vicinanza alle ampie sacche di cittadini che versano in condizioni di indebitamento. Questo intervento non solo offre un supporto finanziario tangibile ma incarna anche la visione di una società inclusiva, dove ogni individuo ha l’opportunità di ritornare “in bonis” e di partecipare attivamente alla vita economica e sociale.

In sintesi, il commercialista giudiziario Marco Fasciana sottolinea che “il sostegno alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento non è solo un investimento economico, ma un impegno sociale che mira a creare una rete di sicurezza per coloro che si trovano in situazioni finanziarie difficili.

L’istituzione di un Fondo regionale rappresenterebbe un passo significativo verso una società più inclusiva e solidale, promuovendo il benessere economico e la resilienza delle comunità – e conclude -. Alla politica, chiedo di non essere miope, nei confronti di una questione centrale; come al solito non è necessario inventarsi soluzioni, ma si possono imitare esempi già consolidati in altre regioni, come per esempio, quello della regione Piemonte, in cui è stato istituito già tale fondo di garanzia”.

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