Cronaca

Caltanissetta, Via D’Amelio: “i Servizi segreti non avrebbero potuto partecipare alle indagini”

Il Tribunale di Caltanissetta, nelle motivazioni della sentenza sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio, sottolinea che i Servizi segreti non avrebbero potuto partecipare alle indagini sulla strage di via D’Amelio.

“Dell’impropria partecipazione del Sisde alle indagini – spiegano nel provvedimento che motiva lassoluzione di un poliziotto e la prescrizione per altri due – non era al corrente solo il procuratore Tinebra (che pure la sollecito’), ma anche il vertice dei servizi di sicurezza. E’ legittimo ritenere che il capo della polizia di Stato e i vertici dei Servizi segreti non potessero assumere un’iniziativa senza un minimo di avallo istituzionale che non poteva che provenire dall’organo di vertice politico dell’epoca, cioe’ l’allora ministro dell’Interno Mancino”.

“Sarebbe inspiegabile sul piano della logica – aggiungono i giudici nelle motivazioni della sentenza – ritenere che Tinebra abbia avviato solitariamente la collaborazione con il Sisde; se veramente cosi’ fosse stato, egli avrebbe tenuto il piu’ possibile celati tali contatti mantenendo riservati i colloqui e non certo promuovendo la partecipazione dei magistrati dell’ufficio a riunioni o pranzi con esponenti del Servizio

. E’ probabile che pur essendo i magistrati dell’ufficio pienamente a conoscenza di tale collaborazione nessuno ritenne, anche in ragione del fatto che si trattava di un’iniziativa promossa dal capo dell’ufficio, di sollevare (e soprattutto registrare, lasciandone traccia scritta) obiezioni rispetto a una collaborazione con il Sisde che non era consentita”.

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