il Fatto Siciliano

Sicilia, Regolamento edilizio. Il CeRSU elabora le linee guida per i Comuni

La recente approvazione, da parte del Presidente della Regione Siciliana, con Decreto n. 531 del 20 maggio 2022, di un Regolamento Edilizio Tipo regionale ed il conseguente obbligo di recepimento, ha posto ai Comuni siciliani la necessità di deliberare su un tema di grande rilevanza per l’economia di ciascun comune.

L’imminente scadenza del primo termine perentorio fissato dal decreto al primo ottobre 2022 pone infatti ciascun comune siciliano nella necessità di decidere sulle iniziative da intraprendere, tenendo conto che, non adottando alcun provvedimento esplicito entro la fine del mese di settembre, le disposizioni del Regolamento Edilizio Tipo regionale prevarranno comunque sulle norme dei Regolamenti edilizi comunali vigenti, di fatto sostituendoli.

Su questo tema è intervenuto il Centro Regionali Studi Urbanistici CeRSU costituitosi lo scorso anno per iniziativa della Consulta degli Ingegneri di Sicilia, e presieduto dal prof. Giuseppe Trombino.

Per indirizzare l’attività dei Comuni in questa delicata fase di passaggio alla nuova regolamentazione, ma più in generale per sottolineare il nuovo ruolo che la legislazione urbanistica vigente, con la L.R. 19/2020, ha assegnato al Regolamento Edilizio comunale, il CeRSU ha elaborato un documento di Linee guida, che è stato offerto alla valutazione di quanti sono impegnati nell’attività di progettazione dei nuovi Regolamenti Edilizi comunali.

Questo strumento infatti, da semplice raccolta di disposizioni regolamentari riguardanti l’edilizia, può assumere anche le caratteristiche di un codice di pratica, ovvero uno strumento orientato a garantire appropriati livelli qualitativi degli interventi edilizi, soprattutto di recupero, fornendo indirizzi metodologici sottoforma di protocolli operativi da adottare per affrontare le problematiche legate all’intervento edilizio. Il codice di pratica tende a responsabilizzare il professionista rispetto alle specifiche necessità dettate dal contesto e, pur lasciandogli la possibilità di personalizzare il progetto, definisce le opportune strategie di intervento orientando l’appropriatezza delle scelte materiche, tecnologiche e tipologiche.

Dunque entro il primo ottobre i Comuni possono approvare, con provvedimento consiliare, il Regolamento Edilizio tipo regionale, ovvero anche introdurvi integrazioni necessarie per adattarne il contenuto “alle specifiche caratteristiche locali”. Successivamente potranno ancora farlo, ma determinando di fatto un periodo transitorio nel quale potrebbero verificarsi disfunzioni e gravi incertezze applicative sia per i professionisti esterni che per gli uffici tecnici comunali, dovute all’entrata in vigore delle nuove norme regolamentari non ancora adeguate alle specifiche caratteristiche locali e senza alcuna continuità con la previgente regolamentazione.

Con questa prima iniziativa – afferma il presidente del CeRSU prof. Trombino – il Centro Studi, ha inteso avviare un percorso di studio e ricerca che riguarderà nei prossimi mesi i temi più importanti del dibattito urbanistico regionale, alla luce delle tante novità introdotte dalla legge per il governo del territorio del 2020.

Grande soddisfazione viene espressa dal presidente della Consulta ing. Elvira Restivo per questo primo importante passo compiuto dal Centro che interviene con un documento di Linee Guida per indirizzare i Comuni siciliani nella delicata fase di adozione di provvedimenti espliciti in tema di Regolamento edilizio. Il CeRSU è stato fortemente voluto dalla Consulta Ingegneri Sicilia – conclude il presidente Restivo – per questo desidero ringraziare il prof. Trombino e tutto il Direttivo del CeRSU per l’ottimo lavoro svolto e auspico la massima collaborazione, pur nel rispetto della autonomia Statutaria, tra i due organismi, al fine di trasmettere all’esterno in maniera univoca la voce e le opinioni della Categoria degli Ingegneri in materia Urbanistica, Edilizia ed Ambientale.

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