Elezioni, Confartigianato: per De Luca la ricetta delle 3R per rilanciare la Sicilia

Ricognizione, riorganizzazione e riqualificazione. È la ricetta delle tre “R” lanciata dal candidato alla presidenza della Regione Siciliana Cateno De Luca per rilanciare la Sicilia.

«Qualunque strategia si voglia attuare è indispensabile partire da tre mosse prioritarie. Effettuare una ricognizione di quello che c’è da fare dal punto di vista delle risorse umane, riorganizzare e riqualificare gli uffici».

Così il candidato alla presidenza della Regione Siciliana Cateno De Luca nel suo intervento di apertura all’incontro promosso da Confartigianato Imprese Sicilia, con il mondo delle imprese. All’appuntamento, che si è svolto nella sede della Federazione, il candidato ha incontrato il consiglio direttivo di Confartigianato Sicilia (presidenti e segretari delle associazioni territoriali) e i presidenti regionali delle categorie. A fare gli onori di casa, il presidente e il segretario di Confartigianato Sicilia, Daniele La Porta ed Andrea Di Vincenzo. Presente anche il coordinatore regionale di Casartigiani, Maurizio Pucceri.

«Ho ascoltato con grande interesse le proposte avanzate per creare un ambiente favorevole all’artigianato e alle MPI. Sono uno di voi – ha affermato De Luca – perché mia madre era una coltivatrice diretta e mio padre artigiano muratore. Ho vissuto quindi in prima persona le problematiche del settore. Ho fatto il dirigente aziendale anch’io per 25 anni quando mi sono inventato una struttura come la Fenapi, che oggi è presente in 19 regioni e 79 province. In Sicilia c’è un problema profondo e bisogna smontare il sistema cominciando dall’abolizione del pizzo legalizzato. È il primo comandamento programmatico dell’azione di governo che proponiamo per la Sicilia. Per abolire il pizzo legalizzato, imposto dall’utilizzo politico-mafioso della struttura burocratica regionale, semplificheremo i procedimenti, accorpando e riorganizzando gli uffici ed i servizi, decentrando al territorio la gestione delle principali competenze amministrative regionali, valorizzando le autonomie locali ed i corpi intermedi con una norma regionale di intangibilità economico-finanziaria pluriennale».

«Prima della mia amministrazione nessuno voleva lavorare con il comune di Messina. Oggi invece è la prima città per capacità di spesa e gli imprenditori vogliono lavorare con la città di Messina perché paga a 23 giorni dall’emissione della fattura. Questo dimostra che la buona amministrazione dà il via ad un sistema virtuoso che a cascata investe tutti i settori. La Sicilia oggi ha bisogno di essere amministrata. In merito al tema del dilagante fenomeno dell’abusivismo è necessario incentivare le attività di controllo per garantire i consumatori ed evitare eventuali truffatori di aiuti di Stato» ha concluso il leader di “Sud chiama Nord”.

«Anche con l’onorevole De Luca abbiamo voluto firmare il patto di fiducia con la politica, un patto che chiediamo venga mantenuto nel tempo, anche dopo la fine delle elezioni – ha detto il presidente di Confartigianato Sicilia, Daniele La Porta –. Non si può non tenere in considerazione che il 97% delle imprese siciliane, sono micro e piccole, si tratta di oltre 262 mila realtà fino a dieci addetti. Oggi abbiamo voluto affrontare anche il tema dell’abusivismo perché i numeri, dobbiamo essere schietti, fanno paura. Gli operatori illegali in Sicilia sono ben 280 mila e sono ovunque: riparano auto, ristrutturano case, curano l’estetica, realizzano servizi fotografici. Confartigianato Sicilia da anni profonde un impegno costante per sensibilizzare imprese e consumatori sulle minacce rappresentate dal sommerso, per mettere in guardia i consumatori dal rischio di cadere nelle mani di operatori improvvisati, e per valorizzare la qualità, la convenienza e la sicurezza del lavoro dei veri artigiani».

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