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Real Madrid campione all’italiana: Carlo Ancelotti re d’Europa, Courtois insuperabile

Dopo Mourinho, trionfatore in Conference League con la Roma, un altro “grande vecchio” degli allenatori conquista la vetta d’Europa e la sua quarta Champions. Nel trionfo del Real Madrid, alla quattordicesima coppa dalle grandi orecchie, doppiati tutti gli altri, c’è la firma di Carlo Ancelotti, tornato nella capitale spagnola e tornato a vincere il trofeo più importante, lui che già aveva portato alla Casa Blanca anche la “Decima”. Poi erano venuti i tre titoli di Zidane, ma Carletto ha dimostrato che i grandi vincono con squadre e tempi diversi. La sfida con il Liverpool, a lungo apparso più squadra e con un numero maggiore di tiri in porta, è stata decisa da un gol di Vinicius Jr. su assist di Valverde nel secondo tempo.

Non è servito molto altro al Real, se non le parate, alcune assolutamente straordinarie, di Courtois. L’estremo difensore belga, insieme ad Ancelotti, è sicuramente l’eroe della serata di Parigi, iniziata con oltre mezz’ora di ritardo per problemi nell’accesso dei tifosi allo stadio, situazione che ha fatto parlare molti dei presenti di un’organizzazione non all’altezza dell’evento, con tanto di gas urticanti sparati sulla folla – bambini e persone con regolare biglietto comprese – e tentativi di assalti ai cancelli dello Stade de France.

Poi però si è giocato e il Real ha imposto la legge di un gioco pragmatico, all’italiana. La Coppa è arrivata anche senza la miglior partita di Benzema, finora di gran lunga il miglior giocatore del torneo, ed è arrivata quando Courtois, a una manciata di minuti dal novantesimo, con l’ennesima parata-monstre, ha deviato in corner un tiro a colpo sicuro di Salah, grande protagonista, ma grande sconfitto insieme a Klopp.

A festeggiare invece c’era la famiglia Ancelotti, con Re Carlo e il figlio Davide, suo vice. “Non ci credo – ha commentato a caldo il tecnico delle Merengues, come riporta la Gazzetta dello Sport – ho vinto 4 Champions. Sono stato bravo, aiutato da grandi squadre e grandissimi giocatori due col Milan e due col Real che sono le squadre che ne hanno vinte di più e che amo di più. Tutte e quattro hanno un sapore speciale, dalla prima fino ad Atene al 2014 con la fine dell’ossessione della Decima per il Real. Siamo usciti bene da una partita difficile, abbiamo sofferto nella prima parte ma ce la siamo cavata con la qualità che abbiamo, anche grazie a un grande impegno. Abbiamo negato il gioco verticale al Liverpool, una grande rivale”.

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