Cronaca

Caltanissetta, sistema Montante. Presente Ex presidente industriali: “Sto un po’ meglio, ma non bene”

E’ arrivato, accompagnato dai suoi legali, all’aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta Antonello Montante, l’ex Presidente degli industriali della Sicilia, condannato in primo grado a quattordici anni di carcere per corruzione, a tre anni dal suo arresto. Oggi riprende, dopo una lunghissima pausa, dovuta ai suoi problemi di salute, il processo d’appello che proseguirà con il suo controesame. Montante, interpellato dall’Adnkronos, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Si è limitato e dire: “Sto un po’ meglio, ma non sto ancora bene di salute”.

L’ultima udienza si era tenuta lo scorso 14 luglio, poi a causa dei problemi di salute dell’imputato, sono sempre state rinviate. L’ex presidente di Unioncamere Sicilia e della Camera di commercio nissena è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo a sistema informatico. Sarebbe stato al centro del cosiddetto “Sistema Montante” una rete spionistica utilizzata per salvaguardare se stesso e colpire gli avversari.

In primo grado la gup di Caltanissetta Graziella Luparello emise una pena maggiore della richiesta dei pm. “Montante è stato il motore immobile di un meccanismo perverso di conquista e gestione occulta del potere che, sotto le insegne di un’antimafia iconografica, ha sostanzialmente occupato, mediante la corruzione sistematica e le raffinate operazioni di dossieraggio, molte istituzioni regionali e nazionali” aveva scritto la Gup Luparello, nelle motivazioni della sentenza che il 14 maggio di due anni fa ha condannato a 14 anni di carcere Montante.

L’ex capo di Confindustria Sicilia, scriveva il giudice, aveva dato vita “a un fenomeno che può definirsi plasticamente non già quale mafia bianca, ma mafia trasparente, apparentemente priva di consistenza tattile e visiva e perciò in grado di infiltrarsi eludendo la resistenza delle misure comuni”. Ad accompagnare Montante gli avvocato Carlo Taormina e Giuseppe Panepinto. L’udienza si tiene a porte chiuse perché è in abbreviato. 

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