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Sicilia, Riforma forestali per gli operai si tratta di “un’agonia infinita”

Riceviamo e pubblichiamo da Antonio David, operaio e responsabile del sito di ForestaliNews, una considerazione sulla riforma dei forestali

Non sono da attribuire a questi ultimi mesi, le promesse del governo regionale siciliano in merito all’attuazione di una “buona riforma” del settore forestale con, tutti gli addetti ai lavori che tentano di dare il loro contributo e sostegno in tutte le salse e modi migliori, con numeri e fasce di contingenti, in modo di far passare la loro proposta come una delle migliori rispetto alle altre.

Incontri e scioperi che hanno portato i lavoratori in piazza a Palermo tra slogan e incontri che non hanno chiarito a pieno cosa sarà del domani. -“Mi sembra che la situazione rispetto agli altri anni non sia cambiata – dice Antonio David operaio e responsabile del sito di ForestaliNews – Una perenne agonia che viene rispolverata di tanto in tanto e oggi avallata dallo stesso governo regionale in odor di elezioni regionali del prossimo anno. Sembra passar il detto “tutti la vogliono e nessuno mette nero su bianco”.

Si tenta di modificare qualcosa penalizzando parte dei lavoratori che devono subire l’ennesima umiliazione di effettuare 20 giorni in più (101nisti che passano a 120 giorni l’anno) in quella riforma sbandierata da tanti.

Riforma, significa rivedere il sistema per migliorare entrambi le condizioni sia degli operai che la gestione di un qualcosa per migliorarlo. Se poi i fondi sono sempre limitati allora, bisogna rivedere il sistema di recepimento o rimettere in gioco la ds agricola, stabilizzando la classe operaia” –

Oggi i lavoratori si trovano in disaccordo su tutto in quanto “almeno” chiedono di avere la possibilità di arrivare a 181 giornate da subito e non tra anni come chiede Scilla e Musumeci, e nemmeno si accetta il fatto si spalmare le giornate durante 12 messi con determinate ore giornaliere. –

“La riforma – continua David – viene discussa con i lavoratori e i sindacati, nonostante ognuno di essi abbia presentato la loro proposta, tentando di realizzare il loro dire e mettere in atto il loro credo. Sembra che ogni sindacato abbia presentato un loro “preventivo” e ora la Regione deve decidere a chi affidare il lavoro. Ma la cosa più assurda del sistema rimane sempre quella del tempo prolungato delle cose e delle risposte e secondo me, lo si avranno solo alle prossime elezioni regionali ove, il bacino elettorale di lavoratori non si presenterà in cabina elettorale a sostenere più la politica regionale a meno che, prima si vede il “cammello” e poi, si premierà chi ha mantenuto l’impegno con i lavoratori” -.

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