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Industria: Istat, in 2020 peggior fatturato dal 2009, effetto Covid

A dicembre si stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti dell’1,0 per cento; nel quarto trimestre l’indice complessivo e’ cresciuto dello 0,8 per cento rispetto a quello precedente. Anche gli ordinativi registrano a dicembre un incremento congiunturale (+1,7 per cento) e nell’ultimo trimestre del 2020 aumentano del 2,6 per cento rispetto a quello precedente.

Cosi’ l’Istat nella nota relativa a fatturato e ordinativi dell’industria. La dinamica congiunturale del fatturato e’ sintesi di una crescita del mercato interno (+2,0 per cento) e di una contrazione di quello estero (-1,0 per cento). Per gli ordinativi l’incremento congiunturale riflette un sostenuto aumento delle commesse provenienti dal mercato interno (+6,5 per cento) e un significativo calo di quelle provenienti dall’estero (-4,9 per cento).

Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a dicembre gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali per l’energia (+10,6 per cento), per i beni strumentali (+1,5 per cento) e per i beni di consumo (+0,6 per cento); per i beni intermedi si rileva, invece, una flessione dello 0,6 per cento. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di dicembre 2019), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali dello 0,5 per cento, con un incremento dell’1,7 per cento sul mercato interno e un calo marcato su quello estero (-4,6 per cento).

Con riferimento al comparto manufatturiero, il settore dei mezzi di trasporto registra la crescita tendenziale piu’ rilevante (+38,9 per cento), seguito dall’industria metallurgica (+7,1 per cento), mentre il comparto tessile e dell’abbigliamento e le raffinerie segnano le performance peggiori (rispettivamente -19,4 per cento e -30,7 per cento).

In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi cresce del 7,0 per cento, con aumenti su entrambi i mercati (+7,8 per cento quello interno e +5,8 per cento quello estero). I maggiori incrementi si registrano nella metallurgia (+15,0 per cento) e nell’industria dei macchinari e delle attrezzature (+12,6 per cento), mentre i peggiori risultati si rilevano per le farmaceutiche (-5,8 per cento) e per l’industria tessile e dell’abbigliamento (-12,6 per cento). “A causa dell’emergenza sanitaria – commenta l’Istat – il fatturato dell’industria nel 2020 registra un calo dell’11,5 per cento rispetto al 2019, il peggior risultato dal 2009”. 

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