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Rassegna Stampa. Caltanissetta: in quarantena 152 studenti del Liceo Scientifico Volta

Mentre sono ormai più di 450 le persone in quarantena domiciliare e quasi 50 i ricoverati in provincia di Caltanissetta, si teme per altri focolai. Altri casi vengono segnalati all’ufficio sanitario delle cure primarie dell’Asp e palazzina B. Ieri nel Nisseno 41 casi, 8 a Caltanissetta, 6 a Gela, 5 a Mazzarino e Riesi, 4 a San Cataldo Resuttano, 2 a Sommatino e Butera, 1 a Serradifalco e Mussomeli. Ricoverato in Malattie infettive un paziente di Mazzarino e dimesso 1 di Caltanissetta, 8 a guariti, 5 a Caltanissetta e 3 a Gela. Sono, invece, 152 gli studenti di sei classi del Liceo Scientifico “Alessandro Volta” di Caltanissetta (un intero corso e una classe di un’altra sezione) che nei giorni scorsi sono venuti a contatto con un soggetto risultato positivo al tampone Covid-19 (pare si tratti di una docente) e che in via precauzionale dovranno restare in isolamento domiciliare obbligatorio fino a quando non si conoscerà l’esito del tampone rinofaringeo. La notizie è “esplosa” ieri allorché il dott. Francesco Iacono, direttore dell’Unità operativa compressa di Sanità pubblica, Epidemiologia e medicina preventiva ha informato del provvedimento adottato il dirigente scolastico del “Volta”, i sindaci e le forze dell’ordine.

La maggior parte dei ragazzi è residente a Caltanissetta, ma ci sono anche studenti di San Cataldo, Marianopoli, Santa Caterina Villarmosa, Sommatino, Delia, Serradifalco, Montedoro, Resuttano. Già ieri è stata avviata la notifica del provvedimento alle famiglie degli studenti i quali, dopo che verranno sottoposti al tampone rinofaringeo e sino a quando non se conoscerà l’esito, dovranno restare a casa, nella propria stanza, rispettando il distanziamento dai congiunti, facendo aerare più volte al giorno il locale in cui soggiornano. Dovranno misurare la temperatura corporea due volte al giorno (mattina e sera) e in caso di comparsa di sintomi (febbre, tosse, difficoltà respiratoria) dovranno immediatamente avvertire gli operatori dell’Unità speciale di Continuità assistenziale (“Usca”). L’isolamento dovrà essere totale e rigido: i ragazzi coinvolti in questa amara esperienza dovranno rimanere nella propria stanza con la porta chiusa garantendo una ventilazione naturale, e non potranno ricevere visite né spostarsi, ma dovranno anzi restare costantemente raggiungibili per le attività di sorveglianza. Da lunedì, come è noto, i ragazzi seguono e lezioni da casa, per cui l’ultimo contatto che hanno avuto con la docente risultata positiva risale alla fine della scorsa settimana.

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