riceviamo & pubblichiamo

Rsu su parcheggio ospedale Gela: “Gestione discriminatoria, mobbing collettivo”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Con la presente, gli scriventi effettuano una formale richiesta di chiarimenti, in merito all’utilizzo del parcheggio interno al P.O. di Gela. Anche a seguito della mancata risposta alla
nota Sindacale del 27-04-2020.
Da alcuni anni ormai assistiamo, a periodi alterni, a continue e diverse ordinanze emesse dalla Direzione Sanitaria del P.O. di Gela in merito all’accesso ed alla fruibilità del parcheggio interno da parte dei dipendenti. Ordinanze non sempre chiare e motivate che hanno costretto e tuttora costringono la stragrande maggioranza dei dipendenti, soprattutto
turnisti, a cercare un parcheggio nei pressi del nosocomio gelese che, come Lei ben sa, si trova in una zona residenziale della città e, vista la notevole presenza nel quartiere di scuole, uffici, esercizi commerciali e banche, abbastanza trafficata.

La possibilità, per i dipendenti di avere un parcheggio interno all’Ospedale, ha permesso negli anni agli stessi di essere puntuali sul lavoro e disporre di una certa sicurezza personale e delle proprie autovetture.
Inoltre, da circa sei mesi, dopo l’ultima ordinanza, sono state installate in tutto il perimetro del parcheggio interno, diverse transenne in metallo e dissuasori in cemento che ne limitano fortemente la fruizione.
La nota della Direzione Sanitaria di P.O., attualmente, prevede l’utilizzo di tale parcheggio a tutti i dipendenti nelle ore notturne (dalle 20.00 alle 8.00) e nei giorni festivi (tutto il giorno) non per essere polemici quando non si paga il parcheggio esterno; nei giorni feriali consente l’utilizzo di tale area esclusivamente a:

1) Direttori di U.O.;
2) personale afferente alla Direzione Sanitaria;
3) ambulanze (che non dovrebbero sostare in tali aree ma, in aree ad esse dedicate).
4) personale con certificazione di invalidità;
5) utenti invalidi, solo per il tempo strettamente necessario;
6) operai di ditte esterne e/o corrieri.
L’interpretazione che i sottoscritti danno a tale ordinanza è, che appare fortemente discriminatoria, con particolare riferimento ai Direttori di U.O. e personale della Direzione Sanitaria di P.O. e, lesiva nei confronti di tutti gli altri dipendenti esclusi dalle possibilità di usufruire delle aree parcheggio interne al P.O., costretti alla ricerca del posteggio nelle aree esterne in prossimità del nosocomio come accennato, tutte a pagamento.

Oltremodo, ci lascia alquanto perplessi la gestione “privatistica” a cura della Direzione Medica del P.O. di Gela, nella gestione delle aree interne adibite a parcheggio solo per alcuni soggetti. In data 20-05-2020 perviene una ulteriore nota a firma del Direttore Medico del P.O. di Gela che, probabilmente in riscontro della nota sindacale del 27-04-2020, ridefinisce i criteri di accesso al parcheggio e, motiva le decisioni con aspetti di carattere tecnico (posa in opera di asfalto, effettuato meno di anno fa; cura del verde; lavori straordinari di messa in sicurezza; ecc.), appare opportuno, a parere degli scriventi, assegnare Il Direttore Medico di P.O. che dimostra nel contesto professionalità e grandi capacità organizzative, di carattere TECNICO, a capo dell’Ufficio Tecnico dell’ASP.

Il Direttore Medico del P.O. di Gela, in vista della imminente nota dell’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia con la quale, disporrà la riapertura di tutte le attività ospedaliere, (ricoveri ed interventi in elezione, visite e prenotazioni ambulatoriali e tutte le attività preemergenza covid) farebbe bene ad occuparsi dei problemi riguardanti gli aspetti sanitari
anziché preoccuparsi di problematiche inerenti l’Ufficio Tecnico. La gestione fallimentare, dell’attivazione e gestione del percorso per pazienti COVID, sostenuta grazie al fattore “C”, non ha provocato grossi danni ma, con la riapertura di tutte le attività ospedaliere, potrà dimostrarsi un grave handicap nella gestione ed alla organizzazione sanitaria. Ad oggi non
siamo a conoscenza di un protocollo sanitario per la gestione degli afflussi al CUP, agli ambulatori ed alle U.O. di ricovero.

Noi, come operatori sanitari e come cittadini, abbiamo un estremo bisogno di un Direttore Medico di P.O. che si occupi di riorganizzare un ospedale efficiente, in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini, dell’utenza e permetta la crescita professionale dei dipendenti impegnati nella cura e nei bisogni dei pazienti.
Vero è che il parcheggio per i dipendenti non è materia di confronto sindacale ma, è pur vero che si ravvisa, a parere degli scriventi, una sorta di discriminazione e, la discriminazione, risulta un atto non indifferente a carico del datore di lavoro in quanto, la stessa è il risultato di una differenza di trattamento fra soggetti, dipendenti allo stesso modo, non giustificata da ragioni oggettive e ragionevoli che mira a provocare l’esclusione dei soggetti vittima del comportamento discriminatorio.

Nello specifico risulta, a parere degli scriventi, discriminazione indiretta, in quanto, risulta posta in essere una disposizione, un criterio, o una prassi e/o un comportamento, pur apparentemente neutro, pone un dipendente in una posizione di particolare svantaggio rispetto ad altri dipendenti.

Risulta inoltre a carico del datore di lavoro, nei confronti dei dipendenti esclusi dalla fruizione del parcheggio interno, una forma collettiva di mobbing. La Corte di Cassazione Civile definisce il mobbing come : “Una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale e l’emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio psichico e del complesso della sua personalità” (cfr. Cass. Civ., n. 3875/2009).

In conclusione, gli scriventi, chiedono alla S.V. un incontro urgente
monotematico sulla problematica inerente l’oggetto, atto a dirimere la questione relativa alla presunta discriminazione ed al presunto mobbing collettivo, nello specifico, materie di confronto sindacale.
La presente nota è formulata ai sensi della legge 241/90 e successive modifiche ed integrazioni, con riserva di, qualora quanto richiesto non venga soddisfatto, di agire presso le competenti sedi.

Firmato:Giuseppe Cirignotta (RSU) – Massimo Bellone (RSU) – Di Fede Giuseppe (RSU – RLS), Angelo Ietro (RSU) – Paolo Balsamo (RSU) – Liborio Scupolito (RSU –RLS), Salvatore Ballacchino (RSU) – Salvatore Di Natale (RSU) – Antonino Grasso (RSU)

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