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Le tessere ed il Mosaico, rapporto fedeli-pastori: “Chi ascolta loro, alcolta me”

E’ interessante per il cristiano scoprire e valorizzare il rapporto che deve esserci tra i fedeli e i loro pastori. Una riflessione di don Salvatore Callari

Da sempre il prete è stato “protagonista” nella vita della comunità. Ma si può dire anche che è stato sempre obiettivo di critiche, censure, condanne, e persecuzioni. E’ ovvio che si possa affermare che i preti sono stati e sono elementi portanti della chiesa, E’ difficile immaginare la chiesa come comunità che non abbia i suoi pastori, guida e sostegno della complessa impalcatura della chiesa. Il giudizio su di loro non è stato e non è “univoco”. E possiamo dire che ci sono delle ragioni per potere avere un’ottica diversa . Non è piacevole; ma quello che più meraviglia e disgusta è che facilmente si dà spazio alle falsità, con la pretesa di volere mettere tutti sullo stesso piano. E’ inutile rilevare che le storielle sui preti ci sono sempre state e non sono ancora estinte. Il giudizio sui preti sarà sempre contraddittorio e questo per la facilità con cui si dà credito anche alle più assurde immaginazioni. E’ colpa del prete ? Non neghiamo che ci sono preti che hanno tradito la loro missione, vittime di insane passioni e altri che trasformano il loro ministero , pur vivendo nel rispetto delle “formalità” specifiche e si fanno promotori di attività e iniziative non consoni alla loro dignità. La ragione più profonda e l’odio inveterato, una avversione ideologica indomabile. Ci sono infinite prove che esistono preti degnissimi impegnati nel servizio della comunità, dei poveri, degli sventurati…. di varie sventure . Basta pensare alle grandi istituzioni volute e dirette dai preti, alle mille “invenzioni” della carità, per far fiorire nelle parrocchie il senso cristiano della vita, per l’annunzio del Vangelo.

E in questo tempo di sciagura nazionale, chi considera quello che sta facendo la chiesa per mezzo dei suoi preti ? C’è chi ha scritto “io ho conosciuto più preti santi, pieni di entusiasmo e di virtù che pretucoli” Ora non voglio navigare in queste acque tumultuose, perché non si finirebbe mai di discutere . Voglio rilevare quanto è importante , per la formazione cristiana, per una fede genuina e adulta, il rapporto che deve sussistere tra i fedeli e i loro pastori, che il rispetto e l’accoglienza sono “ un segno per cui vi riconosceranno”. Per loro Gesù ha detto” chi ascolta voi ascolta me.” Senza dimenticare che il nostro “essere cristiani”, lo dobbiamo al loro ministero che, con i sacramenti rinnovano la presenza e l’opera di Gesù Cristo.

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