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Coronavirus e call-center. Profeta (Uilcom) replica a Mancuso: “Le…chiarisco alcune cose”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Raccolgo l’invito del deputato regionale di Forza Italia, on. Mancuso, al quale chiarisco alcuni aspetti riguardo il suo intervento sulla chiusura dei Call Center.

Insieme alle altre organizzazioni sindacali, la UILCOM è da parecchi giorni al lavoro per assicurare che l’attività venga espletata nella sicurezza più assoluta. Stiamo cercando di capire con le Aziende, cui Lei fa riferimento, come espletare il lavoro in Smart Working, o in Telelavoro, al fine di continuare l’attività e garantire la conservazione dell’occupazione senza entrare in altri meccanismi dannosi al lavoratore.

Mi permetta di sostenere che, forse, non conosce bene il settore.

Questa filiera è già in crisi. Figuriamoci semmai si intendesse chiudere, seppure a tempo, l’attività in questi centri.

Società come Telecom, da anni utilizza lo Smart Working, nei reparti ove è possibile attuarlo.

Il Call Center cui fa cenno, Telecontact, è una Società del gruppo TIM.

Attualmente nelle sale si sono attivate delle procedure a “scacchiera” che permettono alla forza lavoro di rispettare un forte diradamento delle postazioni, inoltre si è chiesto di intensificare la sanificazione dei luoghi.

Certamente tutto questo non mette al riparo nessuno dall’emergenza Sanitaria Covid-19.

Come sindacato stiamo facendo tutto ciò che è possibile fare e siamo certi che nel brevissimo,tutti i lavoratori potranno rimanere presso le loro abitazioni con la possibilità dell’estensione dello Smart Working, tutto ciò con soluzioni organizzative che in nessun modo, gravino economicamente su lavoratori, già provati, negli ultimi anni, da gravosi sacrifici.

Segr. Gen. Sergio Profeta

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