Rassegna stampa

Caltanissetta, stalking alla ex: minaccia e picchia amico “virtuale” della ragazza

CALTANISSETTA – “Giuseppe Randazzo mi ha picchiato e minacciato di morte dicendomi che dovevo lasciare perdere Sonia Ingaglio perché lei era cosa sua”. Parole chiare quelle pronunciate da un giovane di Sommatino nel processo a Giuseppe Randazzo, 38 anni, di Delia, deponendo ieri davanti al giudice Nadia Marina La Rana di Caltanissetta, nel processo in cui lo stesso Randazzo è chiamato a rispondere di stalking nei confronti della sua ex, Sonia Ingaglio, 33 anni, di Caltanissetta.

Il testimone, un amico “virtuale” di Sonia Ingaglio sul social Facebook ha affermato: «Randazzo mi aveva scritto diversi messaggi intimidatori dicendo che dovevo lasciare stare Sonia. Non so come abbia fatto a sapere dove vivevo, sta di fatto che si è presentato a casa mia, ha bussato e appena mi sono presentato alla porta mi ha sferrato un pugno, minacciando di morte me e la mia famiglia se non avessi lasciato stare Sonia».

Secondo l’accusa Randazzo, difeso dall’avv. Giuseppe Fazio, non avrebbe accettato la fine della sua relazione con la sancataldese, iniziando a perseguitarla in tutti i modi possibili e a farne le spese sarebbe stato anche lo stesso amico di Facebook della donna. Questa vicenda è legata al ferimento dello stesso Randazzo, che nel gennaio di un anno fa fu colpito da una coltellata da Sonia Ingaglio durante un chiarimento a Caltanissetta.

La donna, accusata in quel caso di lesioni, dichiarò di avere agito per difendersi da un’aggressione; l’indagine è stata chiusa da poco. Una volta completata l’audizione del testimone il giudice ha rinviato il processo a maggio per le conclusioni del pubblico ministero. Per le conclusioni del legale di parte civile, l’avv. Massimiliano Bellini e per quelle dell’avvocato difensore Giuseppe Fazio, saranno previste altre udienze. V. P.

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