27 gennaio, Giorno della memoria: 75° anniversario, 1945-2020

Una data per non dimenticare, una data che sia da monito. Il 27 gennaio, in tutto il mondo, si celebra il Giorno della Memoria per ricordare l’orrore dell’Olocausto del quale furono vittime migliaia di ebrei, sterminati nei campi di concentramento nazisti. Della loro sparizione, fino al 27 gennaio 1945, nessuno sapeva e sospettava nulla o, ancor peggio, ne ignorava volutamente l’obiettivo. In quel giorno di 75 anni fa, le truppe sovietiche della 60^ armata del “1° Fronte ucraino” del maresciallo Ivan Konev, impegnate nell’offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, abbatterono i cancelli di Auschwitz.

Al di là dell’ingresso di Auschwitz i sopravvissuti, ma anche gli strumenti di tortura e di morte che furono trovati al suo interno, furono la testimonianza di qualcosa che era stato fino a quel momento ignorato. L’Onu nel 2005 indicò il 27 gennaio come data ufficiale destinata all’organizzazione di iniziative e celebrazioni perché non si cancelli, e non si possa ripetere, una delle vergogne di cui si è macchiata la Storia e di cui, ancora in tanti, negano l’esistenza.

In Italia furono gli articoli 1 e 2 della legge 20 luglio 2000 n. 211 a definire le finalità del Giorno della Memoria. Si legge: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”. (di Valentina Grasso, fonte gds.it)

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