Borsellino: 3 poliziotti non rispondono ai Pm

Davanti ai magistrati di Messina si sono avvalsi della facolta’ di non rispondere i tre poliziotti sotto processo per il presunto depistaggio sulla strage di via D’Amelio del 1992 dove persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Questo pomeriggio Mario Bo’, Fabrizio Mattei e Gabriele Ribaudo, accusati a Caltanissetta di calunnia aggravata e che prestavano servizio nel pool che indagava sull’attentato di via D’Amelio, davanti al procuratore aggiunto Vito Di Giorgio, hanno fatto scena muta. La procura di Messina, diretta dal procuratore Maurizio de Lucia, voleva interrogare i tre agenti nell’ambito dell’inchiesta aperta nei confronti di due magistrati che in quegli anni si occuparono dell’inchiesta sull’attentato, Carmelo Petralia e Annamaria Palma. I due magistrati sono indagati a Messina per calunnia aggravata. Attualmente Palma e’ avvocato generale a Palermo, mentre Petralia e’ procuratore aggiunto a Catania. I tre agenti, assistiti dall’avvocato Giuseppe Seminara che li difende insieme all’avvocato Giuseppe Panepinto, hanno scelto di avvalersi della facolta’ di non rispondere: “Hanno scelto di rendere – spiega l’avvocato Seminara – le proprie dichiarazioni all’autorita’ giudiziaria che li ha sotto processo”.

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