E sedutosi … li ammaestrava”: se non vi convertite perirete tutti. (di don Salvatore Callari)

III  DOMENICA DI QUARESIMA – Per le prime due domeniche di quaresima  la liturgia sceglie sempre le letture-narrazione, di due episodi per i cicli liturgici previsti, che sono tre, contrassegnati con  ANNO   A .*   ANNO   B  *  ANNO  C . I due  episodi sono. la narrazione delle tentazioni di Gesù e quella della Trasfigurazione sul monte Tabor. Per le domeniche seguenti, ogni ciclo ha letture diverse. In questo anno C, per la terza domenica. ha scelto e proposto la memoria di due eventi strani: l’uccisione  di un gruppo di galilei che erano andati al tempio per offrire sacrifici, e la morte di diciotto cittadini galilei che sono stati schiacciati per il crollo della torre di Siloe. Segue, nella stessa pagina, una breve parabola, quella del fico sterile che da tre anni non porta frutto e che il padrone vuole estirpare perché inutile. . Ritengo non sia opportuno fare una disanima dettagliata di questo, per dedicarci a raccogliere il messaggio che è contenuto nel Vangelo di oggi, con delle riflessioni  più immediatamente e concretamente  utili alla nostra vita cristiana. E’ tempo di quaresima e il pensiero dominante e insistente della chiesa è , l’invito alla conversione e il richiamo a riconoscere la misericordia di Dio. Sono due elementi che possono qualificare la nostra vita, con una testimonianza sincera, animati dal desiderio di crescere  nella intelligenza del mistero cristiano, che non è  la “ incomprensibilità” della figura e dell’insegnamento di Cristo, ma tutto il complesso della missione della Chiesa, dell’insegnamento di Cristo, della memoria della passione e morte e resurrezione di Cristo, con la pratica dei sacramenti, l’impegno nella preghiera, la pratica delle virtù. Tutto questo è il mistero cristiano che non deve  essere “ collocato”  sterilmente in un reparto del cervello, ma creduto e vissuto. E per riuscirci?  Gesù ci ripete, con fermezza, per due volte, nella stessa pagina, “ se non vi convertite e fate penitenza, perirete tutti allo stesso modo” come sono periti  i galilei degli episodi sopra accennati. Attenti allora a non restare infruttuosi come il fico sterile della parabola, ma accogliamo la misericordia di Dio mentre ci dà tempo per la conversione, cioè “rivedere” la nostra condotta, dandone prova con la carità, la penitenza, la preghiera, e la pratica dei sacramenti, in particolare la confessione.

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