“ E sedutosi … li ammaestrava” . I°  Domenica di Quaresima  Anno C 2019- (di don Salvatore Callari)

Col mercoledì scorso, detto delle Ceneri, ha avuto inizio, nel linguaggio della Chiesa, un periodo dell’anno chiamato della Quaresima. Si dà per scontato che un po’ tutti sanno della esistenza di questo tratto dell’anno che ha delle caratteristiche particolari dal punto di vista della Chiesa, e della liturgia. Io credo , però, che non è del tutto assente il rischio che non sia molto influente sulla vita quotidiana sotto l’aspetto cristiano, e scorrerà con la stessa tonalità di sempre. Molti, o addirittura la maggior parte dei fedeli, vivranno senza alcun segno che diversifichi la condotta quaresimale con quella festaiola del tempo testé trascorso E allora la cosa più importante , o necessaria, è quella di imprimere nella mente un solo monito, un impegno che diventi una sorta di suono che come un “bip” (?) ( quasi un minuscolo carillon) ritmicamente ci avverte, richiamandoci all’impegno. Ma la buona volontà e la devozione può supplire a questo ipotetico meccanismo. E l’impegno, prima ancora che si concretizzi nei particolari si formalizzi in una piccola, incisiva, cogente, esortativa espressione che dice . “ Ricordati di fare quaresima”. Chi sentirà in cuor suo questo “ritornello” avrà la sensibilità di fare qualcosa di “quaresimale”. La Chiesa, con la sua liturgia ( letture e preghiere) ci fa da guida , ci dice : “ sia parca e frugale la mensa, sia sobria la lingua e il cuore, fratelli è tempo di ascoltare la voce dello Spirito.” Non deve mancare una sollecitazione a fare qualche gesto di penitenza, ad essere più moderati nell’alimentazione, nell’essere più assidui all’ascolto della Parola di Dio. Anche un altro motivo di riflessione ritornerà continuamente nelle orecchie che la Chiesa non ci farà mancare :” La Quaresima è tempo di conversione e di rinnovamento”. Attenti non farsi ingannare da un sottile tranello, cioè pensare che la conversione sia obbligo dei grandi peccatori e depravati. C’è chi deve rinnovare tutto e c’è chi deve provvedere ad una manutenzione più leggera dello spirito S. Francesco di Sales diceva : “ abbiamo sempre bisogno della lavanda dei piedi perché camminiamo nella polvere “ Interessante è anche l’avvertimento della liturgia “ in questo tempo specialmente, affrontare con le armi della penitenza, il combattimento contro lo spirito del male”, Gesù e le tre tentazioni, è l’esemplare più eccellente da imitare.

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