Caltanissetta, processo Saguto. Seminara: “Mai ‘dettato’ provvedimenti al magistrato”

CALTANISSETTA – L’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, deponendo oggi davanti al Tribunale di Caltanissetta nell’ambito del processo sul cosiddetto Sistema Saguto, ha escluso di aver mai dettato dei provvedimenti all’ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo. Secondo quanto gli contesta la procura, l’ex amministratore giudiziario, avrebbe ottenuto diversi incarichi dal giudice Saguto in cambio di favori al magistrato. Rispondendo alle domande del suo avvocato Sergio Monaco, ha detto che “c’e’ una forma consolidata. La materia delle misure di prevenzione e’ altamente specializzata. Comporta la conoscenza di elementi giuridici che sono ovviamente a conoscenza del magistrato, ma vi sono concetti e principi sulla gestione del bilancio. Proprio nel rispetto di ausiliario del giudice, si cerca di rendere piu’ semplice il percorso del magistrato e consentirne una maggiore speditezza”. Cappellano Seminara, si e’ anche soffermato sullo scontro fra lui e Andrea Dara. L’imputato ha negato che per pagare la sua parcella sarebbe stato necessario scambiare un titolo bancario da 1 milione di euro con una perdita di 75 mila euro sugli interessi. Il titolo non sarebbe stato scambiato per pagare la parcella all’amministratore giudiziario bensi’ per pagare il risarcimento del danno morale liquidato al comune di Bagheria a seguito della sentenza di condanna di Michele Aiello, ex manager della sanita’ privata.

“Sono andato a casa della dottoressa Saguto solo alcune volte per prendermi un caffe’. Fino a qualche anno fa le davo del lei”. L’ex amministratore giudiziario, Gaetano Cappellano Seminara, si sofferma anche sui rapporti personali intrattenuti con il giudice Saguto, nell’ambito del processo che si celebra a Caltanissetta sulla presunta gestione dei beni confiscati alla mafia. L’avvocato Cappellano Seminara, rispondendo alle domande del suo legale Sergio Monaco, riferisce anche della festa che organizzo’ al compimento del suo cinquantesimo compleanno per la quale fra gli invitati c’era anche Saguto: “Venne, il tempo dello scambio di auguri, e ando’ via quasi subito. Dopodiche’ non ho avuto mai cene o compleanni. Non so come possano avermi visto al compleanno della dottoressa Saguto. La dottoressa Saguto l’ho sempre recepita come l’icona della lotta alla mafia. Il suo carattere duro e irruento non mi avrebbe mai portato ad assumere un atteggiamento confidenziale”. L’imputato ha anche riferito di aver raccolto uno sfogo del giudice, che in quel momento era in difficolta’. “Siccome l’ho vista sempre come una roccia, ho percepito questo suo momento di difficolta’. Ho sempre fatto il mio dovere, non ci sono mai state richieste illecite. Mi parlo’ delle difficolta’ del marito nell’affrontare, non ricordo se era un problema di imposte. Considerato che l’ingegnere Caramma vantava dei crediti nei confronti di alcune aziende, diedi la mia disponibilita’ a verificare la possibilita’ per farglieli riscuotere”, spiega.

Condividi