La giovane attivista Emma Gonzales da una lezione all’America

A tutti i politici che prendono finanziamenti dalla Nra: vergognatevi”. Pochi giorni dopo l’ennesima strage in una scuola americana, una ragazza di soli 18 anni, parla davanti ai microfoni di tutte le televisioni del Paese, chiamando in causa direttamente il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il suo nome è Emma Gonzàles. La 18enne attivista di origini cubane è una dei sopravvissuti alla sparatoria della sua scuola (massacro di San Valentino) in Florida dove morirono 17 persone per mano del 19enne Nikolas Cruz. Ecco la sua storia.

Sabato 24 marzo 2018 più di un milione di persone si sono riversate nelle strade di tutto il mondo per marciare nella March For Our Lives (“Marcia per le nostre vite”) al fianco degli studenti sopravvissuti alla sparatoria alla Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, per chiedere regole più strette sul possesso di armi. La manifestazione ha riempito le piazze di Washington D.C., New York, Parkland, Boston, Chicago, Houston, Minneapolis, Atlanta, Denver, Seattle e Los Angeles, ma anche quelle di Roma, Milano, Firenze, Londra, Parigi, Madrid, Tokyo e Sydney, e ancora centinaia di altre cittàà.

Finita la marcia, Emma sale sul palco davanti a migliaia di persone e, microfono alla mano, Testa rasata, lacrime in volto, parla per circa 2 minuti restando poi in silenzio per raggiungere i 6 minuti e 20 circa, il tempo necessario a Nikolas Cruz per compiere la sua strage. “Sei minuti e 20 secondi. In poco più di sei minuti 17 nostri amici si sono stati portati via. 15 sono rimasti feriti e tutti sono cambiati per sempre. Chi c’era capisce cosa sto dicendo, chiunque si stato toccato dalla morsa della violenza delle armi da fuoco capisce”. Prima di chiudersi nel silenzio Emma González offre a tutti la possibilitàà di entrare nella vita di un qualsiasi teenager americano: “sei minuti e venti secondi e la mia amica Carmen non si sarebbe più lamentata degli esercizi al pianoforte. Aron Feis non avrebbe più chiamato Kira Miss Sunshine. Alex Schachter non sarebbe più arrivato a scuola con suo fratello Ryan. Scott Beigel non avrebbe più scherzato con Cameron. Helena Ramsey non avrebbe più passato i pomeriggi con Max. Gina Montalto non avrebbe più salutato il suo amico Liam a pranzo. Joaquin Oliver non avrebbe più giocato a basket con Sam e Dylan. Alaina Petty non avrebbe più… Cara Loghran non avrebbe piùChris Hixon non avrebbe piùLuke Hoyer non avrebbe più… Martin Dunque Anguiano non avrebbe piùPeter Wang non avrebbe piùù… Alyssa Alhadeff non avrebbe piùù… Jamie Gutenberg non avrebbe piùù… Meadow Pollack non avrebbe più… “ 

Poi un lungo silenzio e il pianto dignitoso, condiviso e compreso da tutti i presenti e le parole con cui Emma González ha chiuso il discorso: “sono passati 6 minuti e 20 secondi. Il killer ha smesso di sparare, abbandoneràà il suo fucile, si mescoleràà agli studenti in fuga e rimarràà libero per un’ora prima di essere arrestato. Combatti per la tua vita, prima che diventi affare di qualcun altro”. Dopodiché ha risposto: “Non è solo un fatto di salute mentale, Cruz non avrebbe colpito così tanti studenti con un coltello. Se il presidente vuole venire da me e dirmi in faccia che è stata una tragedia terribile e, come non si farà nulla al riguardo, gli chiederò con gioia quanti soldi ha ricevuto dalla National Rifle Association. Ma non importa perché lo so già. Trenta milioni di dollari”, ha concluso la giovane attivista, riferendosi alle donazioni durante la campagna presidenziale di Trump.

Trenta milioni di dollari, divisi per il numero di vittime per arma da fuoco in Usa in un mese e mezzo, solo dall’inizio del 2018, sono 5.800 dollari. È questo quanto vale la gente per te, Trump?. Se non fai niente per evitare che ricapiti, quel numero di vittime da arma da fuoco salirà, e il valore che tu dai loro scenderà, e noi non varremo niente. Ad ogni politico che prende donazioni dalla NRA: vergogna”.

Una settimana dopo i fatti, Emma è stata invitata dalla CNN ad un confronto televisivo con Dana Loesch, rappresentante della NRA, e ad oggi continua ad apparire pubblicamente in interviste ed eventi pubblici per sensibilizzare la popolazione al tema. Nonostante le teorie cospirazioniste che identificano come attori pagati lei e il suo compagno di scuola David Hogg (un altro esponente di spicco del movimento Never Again), e le tante pressioni ricevute da più parti, il giovane movimento continua a mantenersi indipendente e portare con forza il suo messaggio di non violenza in tutto il mondo.

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