Diploma in 4 anni: il “Mottura” di Caltanissetta tra le 100 scuole sperimentali

CALTANISSETTA – La scuola italiana sta cambiando e l’istituto di scuola media superiore Sebastiano Mottura ha deciso di prendere parte a questa rivoluzione culturale.
Da anni, ormai, si parla di adeguare la scuola italiana agli standard europei e far diplomare gli studenti in 4 anni. Dopo una vincente sperimentazione avviata in 6 istituti italiani (3 paritari e 3 statali) il ministero dell’istruzione ha deciso di ampliare questa possibilità a 100 scuole superiori.
Tra queste 4 sono siciliane e si trovano ad Augusta, a Palermo e a Caltanissetta. Le sperimentazioni, nella nostra Provincia nell’anno scolastico 2018/19, saranno avviate al liceo di scienze applicate Sebastiano Mottura e al liceo classico Ruggero Settimo.

Un’innovazione che mira all’eccellenza e combatte la dispersione scolastica
“Non si tratta di fare sconti a nessuno né di appesantire gli adolescenti con un’eccessiva mole di lavoro – ha spiegato la dirigente del liceo di scienze applicate Laura Zurli -. Quello che abbiamo proposto e ottenuto dal Ministero è una rimodulazione dell’orario settimanale di tutto il corso di studi”.
Per l’istituto tecnico, che da “Minerario” oggi si è evoluto insieme al territorio puntando all’eccellenza nell’ambito della tecnologia e della meccanica, non si tratta di una “rivoluzione” ma di un adattamento.
“Da sempre i nostri allievi alternano le lezioni teoriche frontali in aula con quelle pratiche svolte in laboratorio o in azienda – ha proseguito la dirigente -. Per noi è importante accogliere gli adolescenti ancora acerbi ma con tanta voglia di imparare e farli diplomare pronti per inserirsi nel mondo del lavoro. Questa sperimentazione sta solo accorciando i tempi di uscita”. Il desiderio, che la dirigente intende realizzare in sinergia con i docenti coinvolti, è quello di estendere questa sperimentazione anche agli altri indirizzi di studio.
“Questa soluzione può diventare una carta vincente per combattere la dispersione scolastica che, attualmente, in Sicilia si attesta intorno al 30%” ha sottolineato la dirigente che ogni giorno si trova a dover affrontare le difficoltà degli studenti e, soprattutto, di quelli pendolari.
“Un anno in meno può incentivare molti giovani e le loro famiglie che, al termine dell’obbligo scolastico, valutano un possibile abbandono degli studi”. Concludere il percorso formativo e ottenere un diploma, invece, consente al giovane di poter avere le premesse per un futuro migliore. Un modello scolastico fortemente ispirato a quello tracciato da Don Milani.

Come funzionerà il nuovo Liceo di scienze applicate
La sperimentazione, come imposto dal decreto ministeriale, sarà attivata per 25 studenti. In caso di esubero di domande l’istituto procederà alle selezioni valutando il curriculum scolastico degli aspiranti allievi (con particolare attenzione matematica e lingua inglese) e procedendo con un colloquio per attestare la motivazione. Gli iscritti, dal lunedì al sabato, svolgeranno 36 ore settimanali a fronte delle 27 attualmente in vigore. Tutte in orario mattutino. Una scelta che mira ad agevolare soprattutto i pendolari.
Il primo obiettivo da raggiungere, però, è affidato agli insegnanti che dovranno trovare la strategia migliore per far apprendere agli studenti un programma che, attualmente, è insegnato e assimilato in 5.
Per questo motivato gruppo di docenti, però, avere a disposizione un anno in meno di tempo per specializzare i giovani non sembra un problema. Il futuro consiglio di classe, pronto a seguire un corso di formazione ministeriale organizzato per traghettare la scuola nel nuovo sistema formativo, ha già previsto una strategia d’azione per riuscire nell’impresa. “Destruttureremo i saperi e li renderemo più fruibili per gli allievi – ha concluso la dirigente Zurli -. Proprio per questo punteremo molto sulla pratica in laboratorio e sull’alternanza scuola – lavoro svolta in azienda che, in questa nuova sperimentazione, inizierà già al secondo anno di studi. La scuola, così riformata, farà alzare l’allievo dai banchi di scuola per portarlo in differenti ambienti di apprendimento, spazi nei quali potrà <<imparare a imparare>> e, dunque, tracciare il proprio percorso di vita”.

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