Sicilia: numeri risicati per Musumeci, al lavoro su “consenso ampio”

PALERMO – La composizione dell’Assemblea regionale siciliana consegna il dato di una maggioranza risicata per Nello Musumeci. Il centrodestra con il 42% conquista 36 seggi su 70, appena uno in piu’ della meta’ degli scranni di Sala d’Ercole. Il neo governatore, al contrario del suo predecessore, e’ un tessitore determinato e paziente, un cauto politico con una esperienza di lungo corso, poco incline ai colpi a effetto. Ed e’ consapevole del quadro che ha davanti. Sa che dovra’ gettare e costruire ponti, intese mirate e “consenso ampio”, come ha detto, su obiettivi precisi. E sara’ importante a questo scopo anche la partita sulla presidenza dell’Assemblea regionale che in questo quadro e’ piu’ probabile che sia appannaggio di un esponente dell’opposizione, quale mossa di distensione e di apertura del dialogo dopo le tossine di queste settimane.

Successe anche cinque anni fa: una maggioranza Crocetta debole, si accordo’ per la presidenza a un esponente del Movimento cinque stelle, primo partito anche allora (quell’Antonio Venturino che da li’ a poco avrebbe pero’ abbandonato i pentastellati). Ma era l’epoca del tentativo di tessitura di un legame tra Pd e M5s che a Palazzo dei Normanni allora sembrava piu’ alla portata.
Questa volta si potrebbe guardare al centrosinistra. Venerdi’ a Catania Silvio Berlusconi aveva in qualche modo tracciato una strada: “E’ assoluto interesse dare alla Sicilia un governo che possa basarsi su un’ampia maggioranza, altrimenti il centrodestra dovra’ ricorrere a delle alleanze, a esempio con la sinistra”.
In ogni caso, gia’ ieri sera, Musumeci, venuto allo scoperto solo a spoglio quasi concluso, quando era stato scrutinato l’80% delle schede, ai giornalisti aveva detto: “Non mi nascondo le difficolta’ di questo impegno, ma mi conforta anche la consapevolezza di avere la maggioranza in parlamento e confido nel senso di responsabilita’ dell’opposizione che sapra’ essere presente alle proprie responsabilita’. Sono sicuro che troveremo un consenso ampio, perche’ siamo tutti col sedere per terra e su 4-5 cose importanti troveremo un accordo, al di la’ delle differenze tra destra e sinistra, maggioranza e opposizione”.

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