Regionali, Micari in campo: Crocetta punta i piedi, Armao apre a Musumeci

Orizzonti un po’ piu’ chiari per le elezioni regionali del 5 novembre in Sicilia. Nel centrosinistra il rettore dell’Universita’ di Palermo Fabrizio Micari fa la sua prima uscita da candidato a governatore, definendosi “primus inter pares” di una coalizione in cui i partiti (Orlandiani, Pd, Alfaniani e centristi) che lo sostengono potranno presentare i simboli, contrariamente a quanto avvenuto alle comunali di Palermo con Leoluca Orlando. Non mancano le spine nel fianco, pero’, in casa centrosinistra. Il governatore uscente Rosario Crocetta non pensa di fare alcun passo indietro di fronte alla discesa in campo del Magnifico. Anzi, commentando l’ipotesi di un ticket con Micari presidente e l’ex sindaco di Gela vicepresidente, avanzata dal deputato regionale del Pd Giovanni Panepinto a margine della riunione della segreteria dem di oggi pomeriggio, Crocetta risponde all’ITALPRESS: “Non esiste proprio. L’alternativa sono solo le primarie. Io presidente e Micari vicepresidente si’, viceversa no”.

“Il nodo Crocetta lo deve sciogliere Renzi, essendo Crocetta un dirigente del partito a livello nazionale – ha sottolineato Panepinto -. Troveremo una soluzione per farlo restare con noi”. Resta, poi, l’incognita di Mdp e Sinistra Italiana, contrari all’esperienza del ‘campo largo’ e pronti a sostenere la candidatura di Claudio Fava, vicepresidente della commissione parlamentare antimafia, che “per sciogliere la riserva aspetta che la proposta gli venga inoltrata dagli organismi dirigenti del partito – spiega all’ITALPRESS il deputato Mdp Angelo Capodicasa -: la riunione del coordinamento regionale di Mdp si terra’ dopodomani, quella di Sinistra Italiana domenica”. Secca la risposta di Panepinto: “Mi auguro che Mdp e la Sinistra non commettano gli stessi errori di Bertinotti, che ha fatto cadere il governo Prodi e riportato in auge Berlusconi. Penso che persone sensate come Mariella Maggio e Angelo Capodicasa capiscano che non si puo’ rispondere a esigenze romane e consegnare la Sicilia al centrodestra o al Movimento 5 stelle che ha dimostrato in Sicilia di non sapere governare”. Il Pd comunque intende lavorare fino all’ultimo alla ricomposizione di una coalizione di campo largo che includa anche i bersaniani: “Saremo disponibili alla ricomposizione anche ai tempi supplementari”, ha precisato Fausto Raciti, segretario regionale Dem, alla fine della riunione della segreteria.

In casa centrodestra, invece, e’ in dirittura di arrivo l’altro “ticket” in ballo dopo i tira e molla delle ultime settimane.
Manca solo il via libera ufficiale, infatti, al tandem composto da Nello Musumeci presidente e Gaetano Armao vice. Ipotesi di fronte alla quale Armao, dopo qualche tentennamento dei giorni scorsi, accenna ad una timida apertura: “Sono disponibile a costruire un’alleanza, disponibile a qualsiasi ruolo, ma questo puo’ avvenire individuando prima il programma condiviso – ha sottolineato durante la presentazione del manifesto per il futuro della Sicilia -. Il resto e le alchimie creano solo l’astensionismo. Alle persone non interessa chi porta la bandiera ma chi e’ in grado di non fare emigrare i giovani”. Una giornata scandita da conferenze stampa e annunci e iniziata con l’esordio del rettore come candidato in pectore all’Hotel Borsa di Palermo: “Metto a disposizione un’esperienza amministrativa importante – ha detto – che puo’ tramutarsi in una capacita’ di guida nell’ambito di un campo largo e comunque di un’ampia coalizione di centrosinistra, nella quale le forze del centro e della sinistra, con diverse sensibilita’, sono chiamate a collaborare. Solo attraverso la sintesi di queste sensibilita’ puo’ crearsi l’alternativa alla destra e al Movimento 5 Stelle”.

Alla base del programma di Micari ci saranno il lavoro e i giovani: “Quando il sindaco Orlando mi ha proposto di candidarmi abbiamo pensato che i progetti messi in campo sinora per l’Universita’, quelli dello sviluppo e della crescita soprattutto dei giovani possano essere portati avanti in una dimensione istituzionale diversa. Ritenevo che sarebbe stato incoerente e sbagliato tirarsi indietro. E’ una fase due, ecco. Un rettore purtroppo non crea lavoro. Creato l’ascensore sociale, dobbiamo realizzare il piano al quale scendere”. Micari lancia un appello anche alla sinistra, Si e Mdp: “Rivolgo un invito non solo a chi gia’ molto generosamente mi ha dato il consenso, ma anche a cittadini, associazioni e forze politiche. La bozza di programma che abbiamo sviluppato nell’ambito del campo largo dev’essere completata e rappresentativa delle sensibilita’ di tutti”. Il rettore annuncia che, se verra’ eletto, il 6 novembre lascera’ l’universita’: “ho realizzato una squadra solida di pro rettori e delegati: sara’ possibile trovare una formula per evitare situazioni di inopportunita'”. A pochi metri di distanza della riunione pomeridiana della segreteria Dem, sempre nel pomeriggio, Gaetano Armao, ha presentato il “Manifesto per il futuro della Sicilia“.

“La disoccupazione ha superato il 50% in Sicilia – ha detto l’avvocato che fino a qualche giorno fa era in pole position rispetto a Musumeci -. Ai ragazzi che vogliono emigrare dobbiamo parlare, perche’ le elezioni di novembre sono un appuntamento di straordinaria importanza. Se sbagliamo, gli effetti potrebbero essere devastanti. Poverta’, corruzione, inefficienza e spreco delle risorse, incapacita’ di utilizzare le risorse europee, flop dei siti museali: questa e’ la Sicilia di oggi”, ha aggiunto, snocciolando i punti principali del programma del movimento dei Siciliani Indignati, di cui uno dei tasselli principali e’ “la moneta complementare siciliana per ridurre la crisi di liquidita”. “Potremmo ottenere dai 250 ai 300 milioni di euro subito”, ha sottolineato Armao che, passando in rassegna le emergenze da affrontare a partire dal 6 novembre, si sofferma sul problema degli immigrati: “Non possiamo trasformare la Sicilia in un hotspot senza limiti. Gli alberghi sono la nostra leva di sviluppo, abbiamo bisogno di un’immigrazione intelligente”. E in quella che si profila una sfida tra rettori, anche Roberto Lagalla, leader di Idea Sicilia, resta in campo “con la consapevolezza di affrontare, nel reale e genuino interesse della Sicilia, una sfida elettorale difficile ma entusiasmante perche’ legittimata dal contatto diretto con tanti siciliani”.

“Ideasicilia esprime ancora una volta la sua critica al metodo di lavoro delle principali forze politiche che, attraverso designazioni imposte dall’alto, svelano l’intreccio degli interessi politici nazionali ai quali la Sicilia viene subordinata e penalizzata”, dice Lagalla in una nota. Non e’ escluso, comunque, un riavvicinamento dell’ex rettore con il centrodestra nell’ambito di un’ampia coalizione. (di Giuseppina Varsalona PALERMO-ITALPRESS)

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