Pesistica Mondiale sceglie il nuovo Presidente: il nisseno Antonio Urso in pole

Il 29 maggio le elezioni a Bangkok, il n° 1 FIPE se la vedrà con Tamás Aján

 Lunedì 29 maggio la Pesistica Mondiale avrà un nuovo Presidente. Durante il congresso di Bangkok si svolgeranno infatti le elezioni per decidere il nuovo n° 1 dell’IWF, che vede in corsa il Presidente della Federazione Italiana nonché della Federazione Europea di Pesistica, il nisseno Antonio Urso. Il n° 1 FIPE se la vedrà con l’attuale Presidente Tamás Aján, prima segretario generale e poi al vertice IWF dal lontano 1976, oltre che con l’ex campione olimpico rumeno Nicu Vlad.

 Bonificare il mondo della pesistica è l’obiettivo primario di Urso, che vede certamente nel doping un nemico da sconfiggere ma che è solo la conseguenza di un problema più grande: “Il doping non è che il frutto di una non-cultura che impera nell’ambiente. La prima cosa da fare è senza dubbio un radicale cambio della Costituzione, da cui verrà tutto il resto. Bisognerà per esempio modificare l’aspetto della partecipazione alla vita della Federazione Internazionale, per chi contribuisce (in tutti gli aspetti e tutti i ruoli) all’evoluzione di questo sport: tutto deve basarsi sulla meritocrazia. Venendo quindi al doping, siamo riusciti ad eliminare in stragrande maggioranza i casi in Italia e in Europa semplicemente investendo in cultura. Il che significa far capire alla gente, e soprattutto agli allenatori che hanno una responsabilità non indifferente in termini etici e legali, che si possono raggiungere risultati, e anche medaglie, attraverso la pulizia di questo sport, senza usare droghe”.

 Il Presidente FIPE ha le idee molto chiare a riguardo: Il doping sarà completamente gestito dalla WADA in maniera del tutto avulsa dalla Federazione. Voglio che i controlli vengano fatti in maniera oggettiva e selettiva”. Antonio Urso però tiene a specificare: “Il doping fa parte della stessa famiglia dei tentativi di corruzione, della cui presenza in campagna elettorale abbiamo purtroppo certezza. Entrambe, come abbiamo detto, fanno parte della non cultura. Sono convinto che ancora oggi la pesistica, nonostante sia stata dilaniata da una ‘no governance’, sia uno sport con tantissime potenzialità. E’ una disciplina di tutti e per tutti, è l’unica che include chiunque, bassi, alti, giovani e meno giovani; queste caratteristiche non possono di certo essere annientate da un gruppo di potere che non ha interesse che questo sport possa progredire”.

Antonio Urso sta affrontando l’appuntamento del 29 maggio con grande serenità: “Sono assolutamente tranquillo per questa elezione, non ho l’ansia di vincere e nemmeno la paura di perdere. So che se vinciamo ci aspettano quattro anni di lavoro forzato, in caso contrario non perdo io ma perde la pesistica, perché dopo quello che è stato fatto ciò che dobbiamo dimostrare è altro. Conosco questo ambiente e non mi aspetto certezze, ma spero che la gente possa comprendere che questo è l’unico momento per fare cambiamenti, perché fra 4 anni potrebbe essere non tardi ma tardissimo.

Condividi