Palermo, aula bunker. Commemorazione 25 anni strage di Capaci, Mattarella: “Memoria Falcone e Borsellino, ancora ci accompagna”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto nell’Aula bunker dell’Ucciardone di Palermo in occasione della cerimonia di commemorazione dei 25 anni dalla strage di Capaci in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e gli uomini della scorta.

PALERMO – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato nell’aula bunker di Palermo, dove sono in corso le celebrazioni il 25/esimo anniversario della strage di Capaci. Ad attendere il capo dello Stato, sul lato sinistro del piazzale antistante l’aula bunker, ci sono centinaia di bambini con bandierine tricolore e cartelloni con “le parole della legalità”, striscioni con scritto “keep calm and follow the law”, mentre sul lato destro ci sono il vicepresidente della Regione siciliana Mariella Lo Bello, il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Appena entrato nell’aula tutti i presenti si sono alzati in piedi e hanno applaudito il capo dello Stato.

Mattarella ha sottolineato: “Il nostro Paese, il mondo, le condizioni di vita sono profondamente cambiati da quel 1992. I mutamenti politici, sociali, di vita quotidiana, prodotti dalla rivoluzione tecnologica e dalle applicazioni del progresso scientifico, sono cosi’ incalzanti da rendere, rapidamente, obsoleti avvenimenti e condizioni del passato. Nell’arco di un decennio, guardando indietro, si ha l’impressione di trovarsi in un’altra epoca.
Eppure il ricordo di quei giorni lontani di Palermo, cosi’ drammatici, cosi’ cupi e cosi’ segnati da tanta violenza e tanto dolore, permane pienamente vivido, in Italia e nel mondo. E provoca, tuttora, orrore e coinvolgimento, non soltanto in chi li subi’ personalmente o in chi li visse da vicino. La memoria di persone come Falcone e Borsellino continua ad accompagnarci. Il loro sacrificio viene, ovunque, ricordato con commozione; e il senso del loro impegno viene trasmesso e assunto in maniera condivisa, soprattutto da tanti giovani, giorno dopo giorno. Anche per le istituzioni e’ necessario non limitarsi al dolore e al ricordo. Non era questa la visione di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. Non hanno vissuto e lottato per questo. Ma per realizzare, e sollecitare, un impegno operativo, concreto, ininterrotto, contro l’attivita’ e la presenza della mafia”. 

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