Rassegna stampa. Agrigento, il quartiere conteso con Favara per la doppia residenza in tilt 800 cittadini

I cittadini di “Favara Ovest” si ritrovano “agrigentini” a loro insaputa. La tassa dei rifiuti arriva da entrambi i Comuni, nella stessa via abitano residenti dei due centri. Adesso per risolvere la questione ci sarà un referendum

Benvenuti a Favara Ovest o anche ad Agrigento Est. Un lembo di terra a cavallo dei due Comuni dove negli ultimi quarant’anni sono nate, spesso senza alcuna licenza edilizia, case su case e dove adesso abitano circa 1500 persone. Favaresi ma che dopo il censimento del 2011 e due anni di calcoli e trafile burocratiche alla fine del 2013 sono diventati dall’oggi al domani e spesso a loro insaputa Agrigentini. Centinaia di famiglie che alla fine dello scorso anno si sono viste recapitare gli avvisi di pagamento della Tari, la tassa per la raccolta dei rifiuti, da entrambi i comuni.

Solo l’ultimo paradosso di una situazione che viene alla luce quasi per caso quando uno dei cittadini di Favara Ovest va all’anagrafe di quello che pensava essere il suo Comune per richiedere il certificato di morte del padre. Allo sportello la scoperta: “Suo padre era residente ad Agrigento, a noi non risulta”. Altri favaresi, i più “fortunati”, si vedono recapitare una lettera dal Comune di Agrigento: “Come da lei richiesto – si legge – abbiamo trasferito la sua residenza nel nostro Comune”. Peccato che nessuno avesse richiesto un simile trasferimento. “In effetti quella che per noi è Favara Ovest – spiega Salvatore Chiarenza, uno degli abitanti coinvolti che li ha più volte rappresentati nei contenziosi con i due Comuni – si è sviluppata all’interno di un territorio sulla carta è di Agrigento. Ma siamo a dieci chilometri dal capoluogo, è un paradosso causato dalla burocrazia di mappe e regole catastali”.

Così ogni giorno 1500 cittadini convivono con una situazione surreale: “In viale Progresso e in via Vincenzo Favara – racconta Chiarenza – chi abita da un lato della strada è residente ad Agrigento, di fronte siamo a Favara”. La stessa cosa accade in via Ugo La Malfa dove però la situazione si ingarbuglia ancora di più. La stessa via per il Comune di Agrigento si chiama via Antonello De Messina: “Ci sono tutte e due le targhe – spiegano gli abitanti – per non fare confondere il postino”. E adesso arrivano le doppie tasse da parte dell’Ato “Gesa 2” che gestisce la raccolta dei rifiuti sia ad Agrigento che a Favara. Stavolta per sbrogliare la matassa si sono incontrati assessori e funzionari dei due Comuni e i tecnici di “Gesa 2”: “Questo problema è stato superato – assicura il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto – e presto con il referendum si risolveranno anche gli altri”. Sì, perchè la questione si è mostrata tanto complessa da richiedere l’istituzione di una “commissione mista” formata da tre Comuni, oltre a Favara ed Agrigento anche Aragona che dopo anni di studi e riunioni ha stabilito una vera e propria “spartizione del territorio”.

Agrigento lascerà a Favara l’oggetto del contendere, “Favara Ovest” ma in cambio riceverà da Aragona una parte dell’area industrale dove sorgono aziende di lavorazione del klegno, alimentari e compostaggio di rifiuti. Sempre Agrigento cederà a Favara una parte della sua zona industriale. Ma per far sì che questa spartizione diventi legge ci vuole l’assenso dei circa 1500 elettori (860 a Favara Ovest, gli altri nelle altre zone) residente dei territori interessati. “Abbiamo già la copertura finaziaria – assicura Firetto – aspettiamo il via libera della Regione”. Ma intanto sulla vicenda il regista favarese Giuseppe Crapanzano ha realizzato un corttometraggio satirico. Si intitola “Alla conquista di Favara Ovest” e trasporta la vicenda in piena atmosfera western. In fondo, se non fosse vera, questa soria sarebbe un’ottima sceneggiatura per un film. (di Gioacchino Amato e Adriana Li Causi, fonte palermo.repubblica.it)

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