Nel Solco dello Spirito (di don Salvatore Callari)

VOLTARE LE SPALLE … è “ LA “MOSSA NAZIONALE “ ! di cui tutti siamo capaci in concorrenza con ….l’artista della fiction ! Gli artisti nelle fictions e noi nella realtà vera!. Forse non abbiamo mai pensato , ascoltando la parabola del buon samaritano, che si potrebbe intitolare : la parabola del voltafaccia ! E sì! perché questo hanno fatto i due che hanno tirato dritto passando accanto al povero abbandonato, ferito, al margine della strada. Permettetemi, però, di trascurare la parabola, per ritornarci dopo. Traiamo qualche spunto dalla prima lettura del Deuteronomio, ovviamente è un libro della Bibbia . E’ Mosé che sta facendo la sua “omelia” al popolo. Si trova in zona di arrivo per entrare nella terra promessa . Il suo interesse è quello di richiamare il popolo alla fedeltà alla Alleanza , ascoltando la parola del Signore e osservando i suoi comandi . Serenamente convincenti le parole di Mosé che sottolinea come, per chi lo vuole, è facile conoscere il volere di Dio. Essa non è lontano, per esempio, in cielo, e “non è al di là del mare perché tu possa trovare difficoltà a conoscerla. “ La parola di Dio è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore perché tu la metta in pratica”. Sembra rivolta a noi, oggi, a tutti quelli che cercano delle scuse per non farsi raggiungere dalla parola, dai suoi insegnamenti, dai suoi avvertimenti. Se ci sono delle occasioni in cui viene annunciata la parola di Dio, le evitiamo o le ignoriamo. E poi, le stucchevoli e logore scuse : la omelia è lunga; è difficile; tratta argomenti che non interessano, non è intellettualmente elevata, non affronta i problemi di attualità … ; è adatta ai bambini e non a gente matura, a cristiani… istruiti !? E così la parola di Dio è come posta al di là del mare, e noi restiamo colpevolmente estranei. Come si potrà, allora, vivere, in senso pieno, la vita cristiana ? Si diventa come quel dottore della legge, di cui nella parabola del vangelo di oggi, che, non so quanto sinceramente o ipocritamente, voleva conoscere “ chi è il mio prossimo “ ? per esercitare la carità. Gesù non ha voluto ironizzare, né rimproverare. Gli ha voluto dire: “ non voltare le spalle dinanzi alle necessità di chi è in pericolo , in difficoltà , che ha bisogno di aiuto. Non guardare se è un amico o un estraneo o addirittura un nemico. Non cercare sottili scusanti. Non guardare al “ colesterolo” mentre la sua vita vien meno, per ragioni assai più gravi. Ed anche ora, al momento in cui leggi, non contentarti di commiserare il malcapitato, bistrattato dai briganti, di ogni specie, classica o moderna, non contentarti di “ammirare” l’esempio di generosità e misericordia del buon samaritano, ma conserva in mente quello che, in modo concreto, ci deve interessare, e in modo concreto si può realizzare e “và e anche tu fà lo stesso “.

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