Crocetta, maggioranza in frantumi. Al voto 29 Comuni: gli schieramenti

I partiti alleati del governatore sempre divisi. Spunta un candidato di Salvini. I grillini puntano ad Alcamo. E un sindaco corre da solo…

PALERMOC’è anche un sindaco che corre da solo, in queste amministrative di primavera. Nino Baglio, candidato alla poltrona di primo cittadino nel paese di Galati Mamertino, in provincia di Messina, dovrà sfidare solo il quorum. Se la metà più uno degli aventi diritto al voto si recherà alle urne domenica 5 giugno, il sindaco sarà lui. Un esito frutto dell’esclusione, per alcuni vizi formali, delle liste di altri due sfidanti. Insomma, la corsa di Baglio non è un testa a testa, ma quasi una “cronometro”. Se non arriverà il 50 per cento più uno dei voti, nel paesino dovrà arrivare un commissario.

Sono 29 i Comuni al voto. Ma altrove, nelle province siciliane, la corsa alla guida dei Comuni sarà serratissima. Tra i centri maggiori chiamati al voto domenica ecco Canicattì e Favara in provincia di Agrigento, Caltagirone e Giarre in provincia di Catania, Vittoria in provincia di Ragusa, Lentini e Noto nella provincia aretusea, Terrasini in provincia di Palermo e Alcamo in provincia di Trapani. In tutto si voterà per l’elezione di 29 sindaci e altrettanti consigli comunali. Elezioni che hanno, certamente, una valenza locale. Ma che in qualche caso danno un’idea delle forze in campo anche a livello regionale.

La maggioranza di Crocetta sempre divisa. Il dato costante che emerge infatti dalle candidature è la frantumazione del “blocco di maggioranza”. In nessuno dei 29 comuni, insomma, le forze politiche che al momento si ritrovano alleate a sostegno del governatore Crocetta correranno insieme. A Canicattì, addirittura, sono tutti divisi. Il Pd sostiene il candidato Ettore Ventura, l’Udc è al fianco di Angelo Caico mentre Sicilia Futura di Totò Cardinale appoggia la candidatura di Gaetano Rizzo. Sono otto i candidati: tra gli altri quello di centrodestra Iva Paci e quello del Movimento cinque stelle Sandro Marchese Ragona. Stesso schema a pochi chilometri: a Favara, Sicilia Futura e Pd correranno divisi (il primo a sostegno di Angelo Messinese, il secondo al fianco di Gabriella Bruccoleri). I due partiti saranno avversari anche in uno dei più grossi centri chiamati al voto, Vittoria, dove gli uomini di Cardinale sosterranno un ex assessore di Lombardo, Francesco Aiello, mentre i democratici sosterranno Lisa Pisani. E divisi correranno anche nell’unico Comune del Palermitano: a Terrasini Sicilia Futura sosterrà Massimo Cucinella, mentre il Pd sarà al fianco di Giosuè Maniaci. Contro di loro, anche il Movimento cinque stelle che ha deciso di schierare Eva Deak, originaria di Brasov, in Romania.

Il partito di Cardinale, che si autodefinisce di ispirazione “renziana”, correrà insieme al partito di Renzi invece a Porto Empedocle, al fianco di Orazio Guarraci ma anche in questo caso mancherà un pezzo di maggioranza anche qui, visto che l’Udc sosterrà un altro candidato, cioè Calogero Martello e a Lentini, a sostegno di Andrea Zarbano. Sicilia Futura, Pd e Udc si ritroveranno insieme, invece, a Barrafranca, in provincia di Enna, a sostegno del candidato Fabio Accardi. Finalmente unita quindi la maggioranza di Sala d’Ercole? Macché. Contro quei partiti correranno Sicilia democratica, il Megafono di Crocetta e il Partito socialista che all’Ars ha, a dire il vero, fagocitato il soggetto politico del governatore.

Il Pd che non c’è, il Pd che corre da solo. Ma le formule con cui si è presentata la maggioranza regionale a queste amministrative sono davvero tante. A Giarre, ad esempio, a sostegno di Tania Spitaleri ci sono Sicilia Futura e Megafono, ma non il Pd che nella cittadina del Catanese non ha presentato nemmeno una sua lista. Il Partito democratico, invece, è l’unico tra i partiti della maggioranza a presentarsi col proprio simbolo a Ramacca, Noto e Caltagirone. Nel primo caso, a sostegno di Francesco Zappalà. In quel Comune correrà anche Paolo D’Amato, per il “Progetto Sicilia Grano”: un movimento che punta a introdurre nell’Isola una nuova moneta, tutta siciliana, il grano appunto. Nella città del barocco invece i democratici sosterranno Corrado Bonfanti. A Caltagirone, invece, insieme a tre liste civiche, saranno al fianco del candidato Francesco Pignataro.

Il simbolo di Forza Italia e il candidato di Salvini. Nel Comune noto per la ceramica, correrà invece per il centrodestra il deputato regionale Gino Ioppolo, che milita a Sala d’Ercole tra le fila della Lista Musumeci. È uno dei rarissimi casi in cui si intravede il simbolo di Forza Italia in queste amministrative, tra l’altro in una coalizione “anomala” dove trova posto anche Sicilia Futura di Cardinale. Negli altri comuni, invece, la militanza “azzurra” viene affidata quasi sempre a tricolori liste civiche. Tra i partiti di centrodestra, ecco spuntare anche il movimento “Noi con Salvini”, che a Grammichele, nel Catanese, è a sostegno dell’ex capitano della Guardia di Finanza Salvatore Cannizzo. A dire il vero, la lista porta il nome di “Noi con Salvatore”: “La lista Salvini – ha spiegato Cannizzo – ha fatto un passo indietro su mia richiesta”. Ma ovviamente è solo una formalità.

I grillini puntano ad Alcamo. Quasi in tutti i Comuni, invece, sarà presente un candidato del Movimento cinque stelle. Il centro più importante, però, dove i grillini correranno per la poltrona di primo cittadino è quello di Alcamo, nel Trapanese. E lì, l’avvocato Domenico Surdi sembra già lanciatissimo. A cercare di fermare la sua corsa, innanzitutto Baldassare Lauria, sostenuto da liste civiche di centrodestra e Sebastiano Dara, della lista civica “Abc”. Ma se la giocano anche il candidato sostenuto da Pd e Udc, Enzo Cusumano, e quello di Sicilia Futura, Maria Grimaudo. La maggioranza di Crocetta, divisa anche qui, potrebbe consegnare nelle mani del Movimento un altro importante Comune dell’Isola, dopo Gela, Ragusa e Bagheria. (di Accursio Sabella, fonte livesicilia.it)

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