La storia del Chewing-gum!

Quanti anni sono che mastichiamo chewing-gum? In realtà da secoli, tanto che il termine ‘masticare’ deriva dalla masticha, una gomma resinosa ottenuta dal lentisco dell’isola greca di Chios, di cui parlò anche Ippocrate 2.400 anni fa.
Oltre ai Greci anche i Maya avevano l’abitdine di ruminare la ‘chicle’: una resina ricavata dal latte coagulato (lattice) dell’albero messicano della sapodilla. Queste ‘primordiali’ chewing gum avevano la consistenza delle caramelle molli ed erano del tutto insapore.
Più tardi nel tempo, nel New England, gli indiani masticavano linfa di abete rosso e i coloni bianchi impararono presto questa abitudine; ottenevano la loro gomma da masticare con resina d’abete indurita, sciogliendola con cera d’api. E nel 1848, John B. Curtis decise di immetterla nel mercato col nome “State of Maine Pure Spruce Gum”.
Lui e suo fratello la fabbricavano in modo casalingo, facendola sciogliere su una stufa Franlkin e poi tagliandola in piccole porzioni; sulle confezioni fu stampata la bandierina americana.
I Curtis comprarono poi grandi terreni tappezzati di abeti rossi, e  nel 1850 la “Curtis Chewing-gum Company” divenne una fabbrica con ben 200 lavoranti, anche se la distribuzione si limitava al New England.
Ma il brevetto ufficiale della gomma da masticare (n° 98.304, 28 dicembre 1869) fu registrato da William Finley Semple, un dentista americano che la utilizzò come strumento di lavoro; la prescriveva ai pazienti affetti da problemi di masticazione, come una sorta di ginnastica mandibolare; oltretutto univa alla chicle delle materie ruvide (polveri o ossa frantumate), che secondo lui servivano a raschiare i denti e mantenerli puliti.
Semple però non mise mai in commercio il suo chewing-gum, fu infatti Thomas Adams fotografo-inventore a compiere il passo successivo: fu il primo ad avere l’idea di commercializzare il chicle; prese il chicle lo bollì per renderlo più morbido e lavorabile e ne tagliò alcune strisce da cui ricavò dei quadratini, una volta raffreddati, li imballò e li spedì a una drogheria di Hoboken, nel New Jersey, senza aggiungervi aromi né altro. La sua idea era quella di un prodotto naturale, in grado di tenere le ganasce occupate. Niente sapore, per adesso.
Fu infatti John Colgan, un farmacista di Louisville, nel Kentucky, ad avere l’idea di aromatizzare il chicle, allora l’unico gusto disponibile era alla liquirizia.
Bisogna spettare il 1890 perché il chewing gum divenne veramente popolare, grazie alle moderne tecniche di manipolazione degli alimenti, alla pubblicità e al moltiplicarsi dei distributori automatici.
Tra gli innovatori possiamo ancora ricordare i fratelli Frank e Henry Fleer. Il primo perfezionò la gomma da masticare morbida, quella per formare i palloncini, mentre il secondo si dedicò allo studio di una gomma resistente e asciutta, coperta da un involucro costituito da una sostanza solida, bianca e friabile. Da qualche tempo sono inoltre sempre più diffuse le gomme senza zucchero.
Nel 1928 un giovane ragioniere di New York, Walter Diemer, inventò la Bubble gum, la gomma da masticare come la conosciamo oggi: colorata, più morbida da masticare e in gradi di fare le bolle. Dal momento che aveva solo il colorante rosa disponibile, la creò così, lanciando la moda delle gomme da masticare rosa che resiste ancora oggi.
Oggi il chicle non si usa più: è stato sostituito da gomma arabica (naturale e intaccabile dagli acidi dello stomaco) o, in altri casi, polimeri sintetici non biodegradabili e non solubili in acqua, che invece non vengono smaltiti nel processo digestivo.

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