Gregorio Geraci: “Forza Italia vive, si deve costituire un organismo dirigente locale senza interventi dall’esterno”

downloadCALTANISSETTA – A giudicare dai commenti che negli ultimi giorni affollano tutti i mezzi di comunicazione locali, il centro-destra non ha ancora digerito la batosta subita alle recenti elezioni amministrative. Anzi, molti comunicati sembrano aver il sapore di una resa dei conti finale ove non fossero visti come tentativi (a volte anche un po’ goffi) di acquisire primogeniture o, comunque, precoci investiture.

Non voglio certo unirmi al coro delle prefiche, ma spero piuttosto di fornire una chiave di lettura più serena di quanto avvenuto, suggerendo argomenti sui quali riflettere atteso che, capito l’andazzo volto a perdere, ho subito pensato al dopo elezioni ed all’avvenire di FORZA ITALIA.

E la prima considerazione da fare è relativa alle europee, vero banco di prova politico, che ci rassegna un elettorato, al quale mi inchino deferente, ancora presente, attivo ed affezionato, capace di regalarci un risultato di tutto rispetto sia nel panorama locale che in rapporto al dato nazionale.

Da qui occorre ripartire per dare voce ai tanti che non hanno votato, ai tanti che lo hanno fatto turandosi il naso, ai tanti che ormai vedono nei Partiti (tutti!) solo delle consorterie intente a difendere grandi privilegi non meritati e spesso conseguiti con metodi poco chiari e poco ortodossi.

Se la performance non si ripete a livello locale credo dipenda in larga misura dall’indecoroso spettacolo di tira e molla messo in scena da FORZA ITALIA per volontà calate dall’alto: il nome del candidato Sindaco è stato definito in “zona Cesarini” anzi, addirittura, in pieno recupero e non siamo stati capaci di proporre agli elettori un progetto politico non solo credibile ma quale che fosse!

E, tuttavia, penso debba essere comunque espresso un plauso ed ampia gratitudine a tutti i candidati, a partire da Sergio Iacona (che ha dimostrato un coraggio encomiabile) fino all’ultimo della lista: ci hanno tutti messo la faccia e, con il loro entusiasmo ed il loro sacrificio, hanno conseguito un risultato che, nelle condizioni date, non poteva essere migliore.

Avevo già chiesto ai “pezzi grossi” locali di farlo, ma non ne ho trovato traccia: lo faccio a nome mio personale e credo, anzi sono sicuro, a nome di tutti quelli che si riconoscono ancora in FORZA ITALIA.

Se poi si vuole guardare al futuro, ritengo indispensabile partire dalla costituzione di un organismo dirigente locale, magari frutto di un accordo maturato in loco senza invocare interventi dall’esterno (visto per altro quello che fin qui ci hanno regalato!). Un organismo che sappia interloquire con il Consiglio comunale e con la Giunta invitandoli, tanto per cominciare, a dire cosa intendono fare in relazione alle intenzioni di alcuni Comuni di non aderire al consorzio che ci vede in atto capofila, a finire con le questioni fiscali, tipo TASI e simili indecifrabili sigle, che minacciano di far perdere le ultime speranze di sopravvivenza di quelle poche aziende che non hanno ancora chiuso.

E non parliamo di “ricostruzione”: qui già il PdL da cui nasce FORZA ITALIA non esisteva più nemmeno a livello di macerie ma solo di deserto e, pertanto, non c’è solo da dare una rinfrescata alle pitture e da restaurare qualcosa, ma da costruire ex novo fin dalle fondamenta.

Ci vuole si un autentico rinnovamento che però, come intende qualcuno e mi si passi la boutade pro domo mea, non può essere soltanto anagrafico: Papa Francesco, a dispetto dei suoi ottant’anni, mi pare molto più giovane di tanti che in questi giorni hanno tuonato sui media locali! (Gregorio Geraci)

Condividi