Il settore della sanita’ e assistenza sociale – che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili – si conferma al primo posto con il 68,8% del totale delle denunce di contagio sul lavoro e il 25,9% dei decessi codificati al 31 gennaio scorso, seguito dall’amministrazione pubblica (attivita’ degli organismi preposti alla sanita’ – Asl – e amministratori regionali, provinciali e comunali), con il 9,2% dei contagi e il 10,7% dei casi mortali.
E’ quanto emerge dal nuovo report mensile della Consulenza statistico attuariale dell’Inail. Gli altri settori piu’ colpiti sono i servizi di supporto alle imprese (vigilanza, pulizia e call center), il manifatturiero (tra cui gli addetti alla lavorazione di prodotti chimici e farmaceutici, stampa, industria alimentare), al secondo posto per numero di decessi con il 13,2% del totale, le attivita’ dei servizi di alloggio e ristorazione, il trasporto e magazzinaggio e le altre attivita’ di servizi (pompe funebri, lavanderia, riparazione di computer e di beni alla persona, parrucchieri, centri benessere), le attivita’ professionali, scientifiche e tecniche (consulenti del lavoro, della logistica aziendale, di direzione aziendale) e il commercio all’ingrosso e al dettaglio.
Dividendo l’intero periodo di osservazione in tre intervalli – fase di ‘lockdown’ (fino a maggio 2020 compreso), fase ‘post lockdown’ (da giugno a settembre 2020) e fase di ‘seconda ondata’ dei contagi (ottobre 2020-gennaio 2021) – si riscontrano significative differenze in termini di incidenza del fenomeno.
Per l’insieme dei settori della sanita’, assistenza sociale e amministrazione pubblica (attivita’ degli organismi preposti alla sanita’ – Asl – e amministratori regionali, provinciali e comunali) si osserva, infatti, una progressiva riduzione dell’incidenza delle denunce tra le prime due fasi e una risalita nella terza, comunque inferiore a quella osservata nella prima fase anche, probabilmente, per una migliore gestione del rischio (si e’ passati dall’80,4% dei casi codificati nel primo periodo al 54,7% del periodo giugno-settembre, per poi risalire al 77,7% nel quadrimestre ottobre-gennaio).
Viceversa l’incidenza di altri settori, con la graduale ripresa delle attivita’, in particolare nel periodo estivo, e’ aumentata tra le prime due fasi e si e’ ridotta nella terza.
E’ il caso, per esempio, dei servizi di alloggio e ristorazione (passati dal 2,5% del primo periodo al 5,8% del secondo e al 2,4% del terzo) o i trasporti (passati, rispettivamente, dall’1,2% al 5,5% al 2,2%). Il decremento in termini di incidenza osservato nell’ultimo quadrimestre nei servizi di alloggio e ristorazione e nei trasporti non deve pero’ trarre in inganno. A partire dal mese di ottobre in questi settori, come in tutti gli altri, il numero dei casi e’ aumentato sensibilmente.
A diminuire e’ la loro quota sul totale, a fronte del piu’ consistente aumento che caratterizza, sia in valore assoluto che relativo, la sanita’. Con il 39,2% delle denunce, l’82,7% delle quali relative a infermieri, e l’11,2% dei casi mortali codificati (il 68,0% infermieri), la categoria dei tecnici della salute e’ quella piu’ coinvolta dai contagi.
Seguono gli operatori socio-sanitari con il 19,3% delle denunce (e il 5,1% dei decessi), i medici con il 9,2% (6,7% dei decessi), gli operatori socio-assistenziali con il 7,3% (3,3% dei decessi) e il personale non qualificato nei servizi sanitari (ausiliario, portantino, barelliere) con il 4,8% (4,2% dei decessi).
Tra le altre professioni spiccano quelle degli impiegati amministrativi, con il 3,9% delle denunce e il 10,7% dei casi mortali, degli addetti ai servizi di pulizia, dei conduttori di veicoli e dei direttori e dirigenti amministrativi e sanitari.

