Caltanissetta, è tempo di cambiamento: iniziamo noi nisseni, in particolare i giovani

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CALTANISSETTA – Ormai la parola cambiamento è entrata nel linguaggio quotidiano di ogni politico. A Roma c’è il governo del cambiamento, almeno si spera, in ogni conferenza stampa si sente dobbiamo cambiare per crescere, dobbiamo cambiare per migliorare…dobbiamo, dobbiamo; ogni realtà auspica un cambiamento, specialmente quando non si è soddisfatti delle attuali condizioni; ogni città, con l’ingresso di una nuova amministrazione auspica, insieme ai cittadini, un cambiamento volto a risolvere vecchie ed, in alcuni casi , vecchissime e radicate problematiche. … Giusto il cambiamento, W il cambiamento, ben venga il cambiamento, ma siamo certi che sappiamo cosa o chi deve cambiare? Sicuramente il governo centrale, quello regionale e comunale devono porre e prendere iniziative volte al miglioramento, che sia esso amministrativo o organizzativo, mettendo in campo strategie politiche e soluzioni per migliorare le condizioni economiche e sociali dell’intera collettività ai fini di un cambiamento, si spera, in positivo. Ma siamo certi che il ruolo del cambiamento spetti solo alla politica e a chi ci governa ? Non volendo far discorsi ampi, mi soffermo alla nostra realtà cittadina. Da pochi giorni abbiano una nuova amministrazione che anch’essa si è presentata come il cambiamento ed è comunque il ”nuovo” in città. E’ sicuramente troppo presto per esprimere giudizi di merito, tempo ne avremo e non saremo certo teneri qualora non rispettasse le aspettative e la fiducia datagli, ma se veramente vogliamo che qualcosa cambi, in meglio, noi cittadini cosa possiamo fare? Ho sempre sostenuto e lo sostengo ancora, che con il voto, i cittadini che non possono, non vogliono o non si sentono in grado di ricoprire ruoli politici, delegano altri cittadini a rappresentarli, ma ciò vale solo ai fini della gestione della cosa pubblica, delle direttive ed iniziative da intraprendere; non esiste infatti amministrazione al mondo che possa da sola cambiare in meglio e far crescere una città senza l’importantissimo aiuto e collaborazione dei cittadini. Ascoltiamo anche quello che dici S.E. il Vescovo e non facciamo finta di non sentire il suo grido di allarme. Non penso inoltre che in altri paesi siano solo gli amministratori a rendere bella, vivibile, pulita, ed organizzata una città per il sol fatto che hanno leggi e regolamenti magari più “severi”; accanto ad una efficiente amministrazione ci devono essere degli efficienti ed educati, nel senso civico della parola, cittadini. Che senso ha, ad esempio, emanare continue ordinanze dove si comunicano orari e luoghi per lo smaltimento dei rifiuti se poi ognuno fa come reputa più opportuno, che senso ha mettere dei divieti di sosta se poi ognuno parcheggia “ad mentula canis”, che senso ha dettare delle regole se poi le stesse non vengono rispettate? Penso nessuno voglia costringere l’amministrazione ad inasprire i controlli con sanzioni pecuniarie pesanti a carico degli “incivili”. Certo, come recita un proverbio “a mali estremi, estremi rimedi”…l’importante è che poi nessuno si lamenti ed accusi l’amministrazione di cercare di far cassa a tutti i costi. Non dimentichiamoci che la collettività siamo tutti noi, che anche quello che a noi sembra non appartenerci è nostro, le piazze, le vie, le ville, le aiuole, i marciapiedi …..sono nostri, rispettiamoli, non dico come se fossero il salotto di casa nostra, ma almeno evitiamo di sporcare, di lasciare rifiuti ovunque, di posteggiare nei giusti posti, di raccogliere le defecazioni dei nostri cari animali, etc etc.. Un invito particolare va ai tanti giovani nisseni che sono la nostra speranza. Noi, parlo della mia generazione, sicuramente non siamo stati un bell’esempio, ma voi che siete la nuova generazione e che vi proiettate verso il futuro, cercate almeno voi di contribuire e cambiare certe vecchie e radicate abitudini….mi spiace dirlo ma quando un gesto “incivile” lo fa un giovane è ancora peggio, perché quel gesto toglie una speranza per il tanto auspicato cambiamento.

Ad Maiora

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