Elezioni Caltanissetta, social ormai “imprescindìbili”: dialogo libero senza tessere o … tesserini

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Sono e saranno giornate intense ed infuocate quelle che ci apprestiamo a vivere fino al 28 di aprile. Ormai da mesi le vicende comunali stanno appassionando molti cittadini i quali partecipano in vario modo e, nonostante la prudenza tipica del nisseno nell’esporsi, noto, con gran piacere, che molti hanno preso coraggio o coscienza e cominciano a partecipare alle discussioni e a fare domande. Ritengo tutto ciò essere un segnale positivo, infatti l’avvicinarsi ai social ed informarsi spero serva per cercare di capire e per scegliere meglio a chi dare fiducia. A qualcuno però questo nuovo luogo d’incontro virtuale non piace, non starò qui a ripetere l’importanza dei social, ma sicuramente il fastidio che alcuni provano sta nel fatto di temere che dal libero confronto possano venir fuori verità scomode o che qualcuno perda la leadership. Probabilmente, anzi sicuramente, anni fa l’aria che si respirava in città era molto diversa, anche allora esisteva Facebook ed in città ricordo era molto attivo un gruppo nel quale si discuteva tanto di politica locale e di avvenimenti locali. Quel gruppo era molto incisivo, i commenti erano taglienti e a qualcuno probabilmente stava “stretto”. La politica e la società nissena in genere vivevano, secondo quello che sta emergendo dalle cronache giudiziarie, sotto una cappa di controllo, o, come si legge spesso da un sistema, una sorta di cabina di regia, e subiva influenze e condizionamenti di vario genere che organizzava, orientava, spesso imponeva e, se si era contro, osteggiava tutto e tutti. Oggi alla luce di quanto leggiamo sui quotidiani e dopo gli arresti, anche eccellenti, al netto di evoluzioni, pare e spero dovremmo esserne fuori. Io provo ad immaginare quel sistema come se fosse una brutta broncopolmonite. Da una broncopolmonite una persona, anche se guarisce, per riprendersi in pieno ha bisogno di molto tempo. Le conseguenze lasciano il segno per anni e difficilmente ci si riprende al 100%, o comunque, anche se ciò avviene, dovranno passare tantissimi anni ed il pericolo di ricadute è sempre dietro l’angolo, ecco perché chi vien fuori da questa brutta malattia deve stare sempre attento e starsene cautelato, perché la ricaduta è sempre dietro l’angolo, e spesso le ricadute, si sa, sono più gravi della malattia stessa. Noi in città, anche se apparentemente siamo guariti, siamo ancora nel primo periodo del post guarigione, lo si capisce perché ad ogni nuova corrente d’aria (notizia di cronaca) a qualcuno aumenta o diminuisce la tosse. Ma siamo certi di avere oggi i bronchi intatti, siamo certi che nessuno si sia lasciato contagiare e che qualche strascico, di quella malattia sia ancora latente ? Chi può rispondere a tutto ciò sono solo i medici che stanno alacremente lavorando e che spero sappiano darci delle risposte al più presto. Nel frattempo però, non potendo né accelerare diagnosi ne spostare la scadenza elettorale, ritengo giusto che, per fugare ogni sospetto, tutti coloro che stanno concorrendo al ruolo di primario presso Palazzo del Carmine, dichiarino pubblicamente le condizioni di salute loro, dei loro familiari e degli amici più stretti. Noi cittadini ci fidiamo della loro parola, nel caso dicano fesserie saranno “ricoverati” anche loro, però a noi basta dire di non essere stati contagiati dalla broncopolmonite e che possiamo stare sereni e che non scoppi una nuova pandemia. Oggi, un corpo debilitato, non può permettersi ricadute, ecco perché ritengo sia giusto, corretto e necessario conoscere lo stato di salute del Primario, della sua equipe ed anche di tutti gli infermieri che si candidano per essere assunti in quel reparto. Ad Maiora

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