Caltanissetta, avviso Tarsu 2013: avvisi …ad mentula canis, troppi disguidi ed imprecisioni

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Carissimi Sindaco Ruvolo, Ass.Riggi, Dirigente Bennardo e P.O. Di Gesu. Mi ritrovo ad essere uno dei tantissimi nisseni che ha ricevuto la vostra bella raccomandata di avviso di pagamento recupero TARSU 2013; per non farmi mancare nulla ho ricevuto anche l’avviso di giacenza da parte di Poste Italiane, non essendo in casa; all’apertura della filiale di Viale della Regione alle ore 08.20 c’erano almeno una trentina di persone e non potendo aspettare ho dovuto incaricare mia moglie a ritirarla. All’apertura della busta mi accorgo che mi si chiede il pagamento, con mora di una rata TARSU 2013. Se non avessi regolarmente pagato, adesso sarei in fila all’ufficio tributi con la coda in mezzo alle gambe accettando tutto o quasi, ma se sono arrabbiato e non dico altro, è perché quello che voi oggi mi richiedete, io l’avevo a suo tempo regolarmente pagato e la vostra richiesta mi sa di sopruso che arriva quasi alla “violenza”. La domanda sorge spontanea: perché mandate avvisi “ ad mentula canis” ?

Capisco che un errore ci può stare, capisco tutto, ma trovo quanto meno ingiusto che costringiate tante persone che lavorano, anziani, malati, che non hanno nessuno da delegare a recarsi presso l’ ufficio tributi per le verifiche o, come nel mio caso, per sentirmi dire “si è vero, ha pagato” e forse “ci scusi”. Ma stiamo scherzando o cosa, avete o no rispetto dei cittadini, avete o no contezza di cosa vuol dire fare tutta la trafila per essere ricevuti ? No sicuramente non l’avete, perché probabilmente voi non fate file al comune e lo dimostra il fatto che avete mandato avvisi anche a chi è in perfetta regola; perché non controllare bene…non vorrei pensare che si speri che chi non ha conservato le ricevute o non può andare a fare la fila paghi nuovamente …abbonè. Mi piacerebbe sapere alla fine, quante sono le persone “avvisate” che non hanno realmente pagato e quante invece hanno ricevuto avvisi inutili. Io personalmente sono molto adirato, offeso e mi sento non rispettato da chi, al contrario dovrebbe tutelare i miei interessi; nelle mie stesse condizioni ci sono tanti altri cittadini che sia alla posta, che all’ufficio tributi e sui social si stanno sfogando, anche perché non mi pare che sia la prima volta che a fine anno, prima della prescrizione, arrivano questi bollettini. Chi ci rimborsa il tempo, i soldi e tutti i disagi che noi cittadini dobbiamo sopportare a causa della vostra inefficienza ? Cari nostri amministratori non avete attrezzato e predisposto neanche l’ufficio per un civile ricevimento del pubblico, bisogna fare la mattinata, bisogna scrivere il proprio nome su un foglio di carta volante, bisogna star zitti e tacere, si ma ancora per quanto tempo ? Non parliamo delle prenotazioni on line….di cui dirò dopo. Io mi auguro che qualcuno si prenda la briga di chiarire tutto ciò, scusarsi con chi ha regolarmente pagato ed evitare questi disservizi trovando una qualche soluzione più civile. Andiamo nello specifico. Mi avete chiesto nel 2013 di pagare tre rate da 133.00€ ciascuno più un saldo di € 116.85…secondo l’avviso io non avrei pagato una rata da 133,00€, invece il tutto è stato da me regolarmente pagato, allego ricevute. Vi chiedo, e vi prego di rispondere non solo a me ma a tutti i cittadini che si trovano nelle mie condizioni, perché un cittadino che paga regolarmente deve sopportare questi disagi e sentirsi intimare di pagare entro 60 giorni ? Perché se ho pagato devo dimostrare e sottostare a questo ricatto….”o vieni e dimostri o ripaghi come un c…..o”. No cari miei non funziona così, troppo facile a fine anno mandare avvisi a go go. Cortesemente attivate un servizio più efficiente, magari date la possibilità di inviare la documentazione ad una casella di posta elettronica dove chi ritiene di aver ragione possa allegare le ricevute di pagamento in modo da ottenere un duplice risultato, evitare viaggi inutili e nello stesso tempo ridurre la calca all’ufficio tributi. Ma adesso arriva il bello; consapevole di esser “costretto” ad andare all’Ufficio Tributi, sono andato sul sito ed ho anche prenotato un appuntamento. Bene sono stato prenotato per il 27/02/2019, Ottimo servizio, ho pensato, ma subito dopo mi sono accorto che l’avviso mi è stato notificato il 20/12/2018 e quindi i 60 giorni per pagare saranno ben superati, quindi pago e poi vengo a discutere o non pago e vado a fare la fila svegliandomi di buon mattino ? E se poi ho ragione, chi mi rimborsa denari e disagi ? Speranzoso che certi suggerimenti vengano accettati ….non mi resta, con l’amaro in bocca, che dire…Ad Maiora

2 Commenti

  1. Sono il marito dell’ennesima cittadina “truffata” da questi fantomatici avvisi di riscossione, ovviamente anche a noi hanno chiesto una delle prime tre rate, (per un’importo pari a 82,19 Euro che nella richiesta viene aumentato ad oltre 85 Euro), a loro dire non pagata, ma che alla verifica delle ricevute risulta strapagata. Anche io mi sono imbattuto prima nel ritiro dell’avviso presso gli uffici postali con enorme fila per via di una quantità incredibili di avvisi, al punto che gli impiegati postali scherzosamente dicevano “siamo invasi dalla spazzatura”, poi ci siamo imbattuti nella lotteria della prenotazione on-line che ovviamente viene data oltre la presunta scadenza del pagamento richiesto, che altro dire, ovviamente non pagheremo, mia moglie andrà a chiarire l’errore nella data concordata, sperando che finisca lì, altrimenti non ci resta altra scelta che procedere alla denuncia alla Guardia di Finanza. Spero vivamente che l’ufficio tributi del nostro comune stia più attento nelle notifiche, non è la prima volta che vengono richiesti ai cittadini pagamenti non dovuti, personalmente è la terza volta che ci imbattiamo in errori del genere ed anche nei precedenti casi il problema era di grande diffusione, poco importa che sia tari, imu, o quantaltro, purtroppo non controllano accuratamente e spero vivamente che non siano finti errori, visto che molti cittadini non hanno materialmente la possibilità di verificare i pagamenti , ne la possibilità di andare a contestare l’errata richiesta, pagando di conseguenza quanto non dovuto.

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