La follia delle urne!

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In effetti è così. Le urne sono imprevedibili, riservano sorprese e spesso tra una tornata elettorale e l’altra si contraddicono. Sarà, ma questo aspetto ha anche il suo fascino. Negli ultimi mesi la politica ci ha regalato scenari inediti: dalla vittoria per le regionali siciliane del centrodestra, si è passati, in un battito d’ali, al pienone dei penta stellati nell’isola per le politiche del quattro marzo. Se pur il Movimento di Grillo si affermava in tutto il Mezzogiorno, il centrodestra unito (fino al momento del voto) risultava la prima forza anche se non con numeri necessari per guidare il Paese. In seguito, tra le mille difficoltà, voli pindarici e piroette varie, viene fuori un Governo originale che si pensava modificasse profondamente gli assetti della politica, ovvero quello formato da Movimento Cinque Stelle e Lega. La nascita dell’Esecutivo Giallo Verde accese  fibrillazioni nel centrodestra, poiché i tre partitidella coalizione si trovarono da subito su tre posizioni diverse, la Lega principale componente, Forza Italia contraria, la Meloni distante. Si pensava che ormai in Italia ci fossero due blocchi, i quali una volta alleati avrebbero spazzato via le forze moderate ed europeiste. Tutto sembrava andare in questa direzione, il Governo Conte cominciava la sua attività con determinazione ed in maniera molto attiva, se non fosse che le elezioni amministrative di domenica scorsa hanno nuovamente rimescolato il tutto, premiando  convintamente il centrodestra unito, ridimensionato notevolmente i 5S in particolare in quelle Regioni dove il quattro marzo il Movimento di Grillo si era affermato. Chiaramente questo apre spunti di riflessione, la nascita del Governo è avvenuta in contemporanea alla scadenza per la presentazione di candidati e liste nei Comuni chiamati al voto, quindi non c’erano i tempi per riproporre l’alleanza “romana”a livello locale. Così gli schemi e le coalizioni hanno seguito la tradizione: il centrodestra unito, i grillini-come sempre-soli ed il Pd insieme con la sinistra. Bisogna considerare ovviamente le dovute eccezioni.  Cosa ha portato gli elettori a scegliere diversamente rispetto-ad esempio-alle elezioni nazionali? Diventa complicato rispondere, ma è doveroso cercare di dare spiegazioni. La Lega continua ad avere apprezzamenti, Salvini al Governo fa la voce grossa rivendicando le priorità care al suo partito, questo viene apprezzato dagli elettori. In più, la Lega vanta buona amministrazione lì dove si trova a gestire la cosa pubblica. Se Atene ride, Sparta non può fare lo stesso, il m5s esce ridimensionato da questa tornata amministrativa. Come mai se, il loro principale alleato di Governoregistra una vittoria, loro accusano invece una battuta d’arresto? Il quesito stuzzica i palati più fini! Non vi è dubbio che molti elettori pentastellati non hanno gradito che il movimento facesse alleanze, in particolare con chi veniva aspramente criticato fino al giorno prima del voto. Secondo, ci si è accorti che la strada che porta al reddito di cittadinanza è impervia e per nulla semplice come invece promesso in campagna elettorale. E poi, altro aspetto per nulla secondario è che la maggior parte dei Comuni amministrati dal Movimento di Grillo non brillano per efficienza, Roma è sotto gli occhi di tutti.    

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