Il nisseno Maurilio Usai all’Ironman 70.3 di Aix in Provenza

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    Domenica 13 maggio, si è svolta ad AIX in Provenza, il primo Ironman 70.3 della stagione, dove ha visto l’Ironman nisseno Maurilio Usai, essere messo a dura prova, in una gara  molto tecnica da usare come test per l’Ironman full distance di Amburgo in luglio.

    Gara al via con i 2 chilometri di nuoto nel lago di Peyrolles. Dopo si è iniziato con il percorso in bici 90 chilometri in modalità cronometro, e diciamo che fino a qui si rientra nella normalità. Il problema è scoppiato, che ha messo a durissima prova gli Ironman, dove la pioggia battente era accompagnata da un vento che soffiava a circa 45 km orari, ed una temperatura di 10 gradi che hanno reso il tutto molto complicato.

    Una gara estrema, dove il carattere e la determinazione sono messi a dura prova, bagnati, infreddoliti quasi fino all’ipotermia,e torturati da un vento devastante gli Ironman hanno proseguito, Maurilio Usai: “Vedevo i concorrenti che si fermavano a destra e sinistra, dandosi conforto l’un l’altro, gli organizzatori ci hanno dato le copertine termiche, ma non bastava, il viso le braccia e le gambe erano completamente ghiacciate, ma il mio spirito di combattente mi diceva di spingere sui pedali e non cedere, tenere duro fino alla fine”, finalmente si intravede la zona cambio dove con fatica e l’aiuto dei volontari si riesce ad iniziare la mezza maratona, 21 chilometri di corsa, fatti nella parte iniziale completamente congelata, ma poi veloci, e motivati.

    Uno degli Ironman più duri che abbia mai fatto, ma è stato salutare per il mio spirito, ricordandomi chi sono, un combattente, un maestro di arti marziali, un Ironman, talvolta, la vita, con i dispiaceri, delusioni, problemi ci appanna la visione di noi stessi, e dimentichiamo chi siamo, ma questo tipo di esperienze, ci ricordano che siamo persone speciali, più forti di quello che crediamo, e il nostro valore è di più di quello che la vita ci vuole fare credere, su 2100 partecipanti siamo arrivati in 1400″.

    Complimenti Maurilio Usai, l’unica parola che mi viene in mente è “RESPECT”.

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