Sergio Cirlinci: “Social, l’importanza di non essere ignavi. Invito rivolto ai giovani”

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CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Leggendo in questi anni tanti commenti e post ho riflettuto sull’importanza del non essere ignavi. Gli ignavi, come li descrive Dante Alighieri, sono costretti a correre dietro un’insegna, infatti erano coloro che in vita non ebbero alcun loro ideale e vissero senza infamia e senza lode, non prendendo mai una loro posizione specifica, ma rimanendo neutrali e indifferenti.

Proprio per questo non meritavano il Paradiso, ma non erano neanche accettati dall’Inferno. Dante, che era molto attivo nella politica di Firenze, non poteva avere comprensione per quella gente che non seppe mai schierarsi dalla parte del bene o del male. Dante invita tutti ad essere attivi e responsabili, non pigri e passivi, a far sentire la propria voce, a scegliere, a schierarci per condurre le nostre battaglie e a lottare fino in fondo per le nostre idee e le nostre convinzioni.

Non dobbiamo aver paura di dire e di mostrare a tutti ciò che pensiamo e, non facendoci condizionare dalle idee degli altri, dobbiamo mostrare chi siamo veramente e cosa pensiamo, senza paure e condizionamenti. Dobbiamo scegliere se essere succubi o protagonisti del nostro destino: sta a noi colorare giornalmente la nostra vita, scegliendo temi e colori da soli, senza farli decidere agli altri o peggio lasciarla bianca, come quella degli ignavi, in attesa che qualcuno la colori per noi. L’importante è avere la forza ed il carattere di non temere il giudizio e le critiche degli altri, ma soprattutto non dobbiamo rimanere in silenzio e lasciare che altri decidano il nostro futuro; avere anche, nelle piccole azioni quotidiane, la determinazione, anche esprimendo critiche, e la tenacia di difendere e lottare per ogni nostra convinzione. “Lottare” e difendere i nostri diritti ed i nostri ideali soprattutto come cittadini.

Sta a noi decidere se la nostra vita deve risplendere di luce propria o di luce riflessa, sacrificando nostre idee e mortificando la nostra vita come quella degli ignavi.

Devo ammettere che oggi il pensiero dantesco lo trovo molto attuale, vivendo in una società che è ormai delusa e mortificata ed è sempre in attesa del miracolo o del salvatore di turno, miracolo e salvatore che difficilmente arriveranno.

Il mio vuol essere un invito, rivolto soprattutto ai giovani a non essere “ignavi”, essere forti e coraggiosi, manifestare e lottare per le proprie idee e non lasciare che altri, liberi dal contraddittorio decidano per noi la nostra vita di uomini e di cittadini.

Ad Maiora Sergio Cirlinci