Caltanissetta. Gran successo per il convegno “GraNotill della Sicilia: un suolo fertile per il grano” all’Istituto tecnico agrario “Sen. Angelo Di Rocco”

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CALTANISSETTA – Si è svolto a Caltanissetta il convegno “graNOtill della Sicilia: un suolo fertile per il grano”, organizzato dalla no profit Semina Diretta 2.0: istituzioni, scuole e mondo agricolo a confronto per affrontare il tema della desertificazione e della semina diretta, come possibile risposta. I lavori, avviati dalla preside, la professoressa Giuseppina Terranova (nella foto), hanno evidenziato quanto sia fondamentale portare l’attenzione sul tema dell’improduttività dei suoli agrari per gli effetti economici e sociali che ne possono derivare e sollecitare le istituzioni a delineare politiche che sostengano tecniche di agricoltura conservativa, come previsto dall’Agenda 2030 dell’ONU.

“La FAO ha calcolato che a livello mondiale rimangono in media 60 raccolti – denuncia il Dr. Lino Falcone, Presidente di Semina Diretta 2.0 no profit – e in Sicilia ogni anno si perdono 3 milioni di tonnellate di suolo fertile per erosione superficiale a seguito delle lavorazioni. Semina Diretta 2.0 no profit, con il suo impegno in termini di comunicazione, formazione, coinvolgimento e sensibilizzazione di opinione pubblica, istituzioni, agricoltori e tecnici,ritiene che la semina diretta possa essere la risposta. Abbiamo focalizzato i nostri sforzi sulla filiera del grano perché è la prima eccellenza italiana che rischia di venir meno a causa della desertificazione – continua Falcone –e su questi temi abbiamo realizzato una serie di iniziative tra cuilapiattaforma dei Direct Seeders(network di agricoltori che applicano la semina diretta del grano duro), la prima edizione della Masterclass in semina diretta dedicata agli agricoltori (sulla corretta applicazione della tecnica) e abbiamo iniziato a parlare con gli alunni delle scuole elementari (Children4Soil, progetto di sensibilizzazione sui temi legati alla tutela del suolo nelle scuole di tutto il mondo) e con gli studenti (progetto ITASuoloin collaborazione con gli istituti tecnici agrari)”.

“Il no tillage (tecnica di coltivazione del grano che non prevede aratura), riduce l’erosione, migliora le caratteristiche del suolo, aumenta la biodiversità e può contribuire a mitigare il global warming” dichiara il Professor Dario Giambalvo, Ordinario di Agronomia presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Palermo, uno dei massimi esperti in semina diretta in Italia, e continua “i residui colturali devono essere considerati sono una risorsa e non un problema, altrimenti rapiniamo soltanto, senza nulla restituire alla terra”.

Il dottor Salvatore Massimino evidenzia l’impegno della Federazione Nazionale Cereali di ANGA, Giovani Agricoltori di Confagricoltura, nell’attivazione di “politiche di indirizzo per contrastare il fenomeno della desertificazione e garantire sviluppo al comparto cerealicolo regionale”.

“Sosteniamo la semina diretta sul nostro territoriocome mezzo per riportare fertilità dei suoli e per tutelare la redditività aziendale“ è il contributo di Salvatore Milazzo agronomo presso Arpa, infopoint di Semina Diretta 2.0, e anche Paolo Balba Direct Seeder 2.0 siciliano, si focalizza sull’ottimizzazione dei costi. Il rischio di desertificazione e le scelte agronomiche non possono gravare solo sulla determinazione “dell’agricoltore, il quale risponde a logiche aziendali di breve periodo – commenta il Prof. Biagio Pecorino, Ordinario di Economia ed Estimo rurale dell’Università degli studi di Cataniamentre il compito di coniugarle con una visione a lungo termine è appanaggio della politica”.

Si chiamano dunque in causa le istituzioni, con l’On. Giancarlo Cancelleri, Vice Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, che auspica “una presa in carico del tema da parte delle istituzioni”, l’Assessore allo sviluppo economico al Comune di Caltanissetta Dr.Giovanni Guarino, il quale esorta i giovani a “individuare soluzioni creative pe rtrattenere il valore della filiera in Sicilia” e il Sindaco di San Cataldo Giampiero Modaffari che paragonando “la terra alla nostra pelle”esorta ad “attuare la semina diretta per tutelare la fertilità di suoli”. Il convegno, aperto da uno squisito welcome coffee preparato dagli studenti dell’Alberghiero dell’IIS Sen. Di Rocco e attentamente seguito dagli studenti del tecnico agrario dell’IIS Sen. Di Rocco, ha riscontrato un grande successo di pubblico, composto da circa 100 persone tra agricoltori e agronomi degli ordini di Enna e Caltanissetta.

Un incontro che ha avuto il merito di mettere a confronto istituzioni, agricoltori, tecnici e specialisti del settore, università, scuole, per discutere insieme di una delle sfide cruciali per il nostro futuro: il rischio desertificazione in Italia. Un appuntamento che ha dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la centralità di Semina Diretta 2.0 no profit nell’attività di sensibilizzazione e formazione sulla tecnica da aridocoltura come mezzo per fronteggiare il grave rischio di desertificazione in Italia e nel mondo.