Mussomeli, Arciconfraternita riunione di confrati e parla commissario

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MUSSOMELI – “Nell’autentica espressione di fede che per noi cristiani rappresenta la celebrazione della Settimana Santa, non credo sia prioritaria la scalinata che porta al Calvario, ma non per questo non stiamo lavorando per tentare di trovare altre soluzioni praticabili”.

Così l’altro ieri mattina il commissario straordinario Totino Saia, nominato lo scorso gennaio con decreto del vescovo mons. Mario Russotto a seguito delle dimissioni in toto dell’intero Consiglio direttivo dell’arciconfraternita Ss. Sacramento della Madrice. Dimissioni che hanno messo in moto un meccanismo a catena con conseguente commissariamento e sospensione della confraternita, seguiti dalle prescrizioni comportamentali anche severe, che passano da un anno di incontri di catechesi (più incontri mensili), con obbligo di prendervi parte. Da ultimo, è venuta fuori la storia della scalinata precaria che ogni anno, a seguito di contributo erogato dal Comune, l’arciconfraternita faceva montare ai piedi del Calvario per la rappresentazione della Crocifissione e della Scinnenza, il Venerdì Santo. Una scalinata precaria e, quindi, certo non priva di pericoli, come ha evidenziato il commissario Saia: “Il discorso della scalinata precaria è complicato, perché io ricordo bene che a seguito dell’organizzazione di una biciclettata, in provincia, c’è stato chi s’è fatto male e il giudice ha condannato l’organizzatore a pagare 12.000 euro quali risarcimento danni, bloccandogli i conti correnti. Detto questo, sto organizzando un incontro per lunedì coi confrati per discutere anche di questo. Una soluzione per la verità c’è, ma è costosa, nel senso che bisognerebbe dare l’incarico a un tecnico di redigere un progettino di cui assumersi la piena responsabilità. A questo si aggiunga che all’improvviso tutti si vogliono fare pagare e mi presentano fatture alte, e io certo non sono venuto qua per questo. Di fatto il problema della scala c’è, ma chi dà priorità alla scalinata piuttosto che ai valori della fede, che stia zitto o vada via, perché il problema della scalinata in un modo o nell’altro lo risolveremo, ma certo non è prioritario, anche se questo non significa che l’espressione popolare non debba essere mantenuta. E infatti stiamo lavorando in tal senso, ma bisogna fare attenzione contro chi propala notizia false sui social o contri chi istiga gli animi, specie degli esagitati, perché la situazione potrebbe degenerare. E, se continua così,  potrei anche presentare una denuncia preventiva. Aggiungo, per concludere, che io, nell’ambito del mio mandato, non dovrei venire neppure a Mussomeli e questi aspetti dovrebbe gestirli padre Genco, ma proprio venerdì ho assistito a una intensa celebrazione di quaresima molto partecipata dai confrati e questo mi conforta e conforta il vescovo che viene costantemente informato e che, nell’ambito della catechesi disposta per la confraternita, sta inviando a Mussomeli i suoi uomini migliori e, alla fine, verrà lui stesso”.

In merito alla scalinata, autorevoli confrati tuttavia chiamano in causa anche le prerogative del sindaco, sostenendo che se il primo cittadino vuole, tramite l’ufficio tecnico, può procedere in tal senso. Il sindaco Catania intanto, tramite il vicario generale, mons. Pino La Placa, chiederà già oggi formale udienza al vescovo, in attesa di un nuovo incontro con le

cinque confraternite, per concordare il manifesto che viene puntualmente pubblicato da quando Mussomeli è stato denominato   Paese delle confraternite.

Da parte sua però il clero, come confermato ieri dall’arciprete, ha già predisposto di procedere alla Crocefissione come si faceva una volta, ovvero issando il simulacro di Cristo dalla parte retrostante del Calvario, e quindi senza scalinata precaria. Ma i mugugni e il malcontento continuano a diffondersi a macchia d’olio. (ROBERTO MISTRETTA)

 

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