Salute: Italia al 15esimo posto in Europa per servizi anziani

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ROMA – Sempre piu’ insicuri, sempre piu’ fragili di fronte a una societa’ che non viene incontro ai loro bisogni: nonostante gli over 65 italiani siano ormai oltre 13 milioni, non c’e’ ancora sufficiente attenzione alle loro necessita’ di sicurezza nella societa’, nell’ambiente, in casa e nella sanita’. Lo sottolinea la Societa’ italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) in occasione del convegno “Invecchiamento attivo e autodeterminazione per il fine vita: strategie di tutela dell’anziano” nell’ambito del progetto Bollini RosaArgento dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (Onda). Secondo i dati di un’indagine che ha messo a confronto 28 Paesi europei nell’arco di quattro anni, dal 2008 al 2012, tenendo conto di fattori come le politiche per favorire l’invecchiamento attivo o il coinvolgimento sociale degli anziani, l’Italia e’ soltanto quindicesima per misure come l’accesso ai servizi o l’uso di tecnologie che aiutino nella quotidianita’, diciassettesima per livello di indipendenza degli over 65. Serve percio’, secondo gli esperti, garantire un maggior accesso ai servizi sanitari dedicati e anche incentivare politiche di sostegno alla famiglia, visto che nei Paesi in cui questo accade migliora anche la salute dei senior: quando i nonni si occupano della gestione dei nipoti si riduce del 40 per cento la loro probabilita’ di andare incontro a depressione.

 “L’anziano, anche se non e’ malato seriamente, e’ un soggetto con minori abilita’ rispetto ad un adulto, per cui e’ necessario che le istituzioni si facciano carico di misure per facilitargli la vita. Purtroppo i servizi per l’anziano sono spesso carenti, sia pure in modo disomogeneo sul territorio nazionale”, ha detto Raffaele Antonelli Incalzi, presidente della Sigg. “La disponibilita’ di specialisti in Geriatria per esempio – ha continuato – e’ molto esigua in rapporto al fabbisogno ne’ vi sono prospettive di miglioramento: il numero di specializzandi in Geriatria previsti nell’ultimo concorso nazionale era di appena 164 a fronte dei 396 specializzandi in Pediatria, sebbene la societa’ italiana sia gia’ vecchia e lo divenga sempre di piu’. Addirittura la visita geriatrica non e’ inclusa tra i Livelli Essenziali di Assistenza, rientrando tra le prestazioni generiche: c’e’ insomma un’assoluta mancanza di attenzione e cultura, a fronte delle continue dichiarazioni a favore della popolazione geriatrica”. Migliorare la sicurezza degli anziani non significa solo garantire loro un accesso rapido e appropriato alle prestazioni sanitarie necessarie, ma anche pensare in maniera piu’ ampia a politiche di sostegno alla famiglia che ne migliorino la sicurezza sociale. Oltre alla sicurezza sanitaria e sociale, serve migliorare anche quella ambientale e domestica: i geriatri sottolineano per esempio che gli anziani sono piu’ sensibili all’inquinamento ambientale e piu’ a rischio di conseguenze cardiovascolari e respiratorie. “Limitare lo smog e’ quindi importante, cosi’ come facilitare gli spostamenti degli anziani”, ha sottolineato Incalzi.