Rocco Gumina, Presidente Associazione culturale “Alcide De Gasperi”: “Galleggiare ‘ruvolianum est’, perseverare è da Partito Democratico”

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CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. La campagna elettorale del 2014 – che ha portato Giovanni Ruvolo alla guida del comune di Caltanissetta – si basava su di un’espressione abbastanza ambiziosa legata al ritorno della primavera politica, sociale ed economica del territorio nisseno. Il frutto più bello di quella proposta era il modello partecipativo-deliberativo di conduzione amministrativa. Associazioni, comitati di quartiere, partiti, movimenti, singoli cittadini hanno creduto in quell’interessante progetto capace, almeno in teoria, di rianimare un contesto asfittico. All’indomani delle ultime mancate deliberazioni del consiglio comunale in merito alla partecipazione della città nella conduzione delle dinamiche governative, occorre una sintesi al fine di comprendere con chiarezza le questioni.

Se è vero che persino il frutto più bello della primavera tanto annunciata dal ruvolismo è miseramente appassito, il progetto dell’Alleanza per la città è ormai per sempre sepolto. Chi insiste alla guida dell’amministrazione cittadina – Giovanni Ruvolo e tutti coloro che per un motivo o per un altro gli offrono una mano con l’adesione ad un progetto che non esiste più – sono assolutamente responsabili di un galleggiamento politico che non fa il bene della comunità nissena.

I recenti vagiti apparsi sulla stampa dei residuali e marginali consiglieri comunali legati a doppio filo a Ruvolo, ricordano l’immagine biblica del peccato originale. In quell’icona senza tempo, dinanzi alla trasgressione del progetto divino, gli uomini procedono verso una reciproca deresponsabilizzazione che afferma la scelta alquanto immatura del sostenere che la colpa, anche delle proprie inadeguatezze, è degli altri.  

In quest’analisi non possiamo dimenticare un passaggio riflessivo sul Partito Democratico nisseno. Gruppo politico che alle scorse elezioni comunali non ha avuto la forza, il coraggio e il progetto per avanzare un proprio candidato, il PD ha sostenuto l’ascesa ruvoliana in tutto e per tutto. I voti, i consiglieri comunali, gli assessori del Partito Democratico sono confluiti nell’Alleanza per la Città. Il fallimento della primavera nissena annunciata da Ruvolo è anche la sconfitta politica del Partito Democratico nisseno. Non cogliere questo, significa non assumersi le responsabilità amministrative pubblicamente riconoscibili dai cittadini di Caltanissetta. Per tali motivi, sembra davvero irragionevole la recente nota pubblica del PD nisseno sul fallimento della democrazia partecipata e, quindi, di Ruvolo. A mio parere, bisogna ricordare ai “democratici” elettivi del PD, per i quali la democrazia è legata al rispetto delle gerarchie che calano dall’alto assi e assetti da digerire previa qualche scomposta protesta, che furono loro a sostenere la democrazia partecipata promossa da Ruvolo. Non ragionare su questo, non assumersi le responsabilità, significa ritenere come del tutto insignificanti i passaggi politici consumati dallo stesso gruppo dirigente. Va precisato che alla luce della selezione dei candidati per la Camera e per il Senato, il Partito Democratico di tutta la penisola rivela la sua vera identità slegata da ogni forma di partecipazione ma, a Caltanissetta, i cittadini ormai hanno inteso che il PD locale è solo una comunità in attesa di farsi trainare dal carro vincente di turno. Qualche anno fa fu la democrazia partecipata, e quindi Ruvolo, fra qualche mese chissà cosa. Insomma un partito incapace di proporre e di essere da sé carro trainante e di infiltrarsi, per mero opportunismo politico, negli altrui progetti. Pertanto, è del tutto inutile il perbenismo moralista di alcune note pubblicate sulla stampa per scongiurare l’adesione di politici locali i quali, in assenza di un vero rinnovamento, possono trainare il carro targato PD.

Infine, bisogna tornare a riflettere sul progetto della partecipazione deliberativa all’amministrazione della città. Qualche mese addietro, Marina Castiglione – protagonista dei primi passi della giunta Ruvolo e poi messa da parte insieme a Piero Cavaleri e a Boris Pastorello per una squadra assessoriale più politica e meno civica – in un’intervista affermava: «il progetto resta valido a prescindere dalle persone». Questa convinzione la ritengo veritiera nella misura in cui un nuovo aggregante politico possa intestarsi e avanzare con credibilità un percorso che dalle piccole dimensioni dell’amministrazione cittadina possa esprimere e garantire più città.

Rocco Gumina, Presidente Associazione culturale “Alcide De Gasperi”

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