Leandro Janni, politiche 2018: “Noi speriamo che se la cavi”

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CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Il rilucente Silvio Berlusconi della prima ora (1994: “L’Italia è il paese che amo …”) ha fatto scuola: da un lato i 5Stelle che hanno realizzato il perfetto “partito azienda”, parodia dell’autentica democrazia; dall’altro il PdR (il partito di Renzi) che, in ossequio ad un neoliberismo estremo fatto di illusioni e di merci, ha inesorabilmente aumentato le disuguaglianze e con esse l’ignoranza di tanti e l’arroganza di pochi.

Le imminenti elezioni politiche, sotto il segno di una legge elettorale tanto meschina quanto inutile, evidenziano soltanto la paura – da parte di (quasi) tutti i soggetti politici – di perdere potere. Insomma: nessuno vincerà le prossime elezioni del 4 marzo 2018 ma, ciò che più conta (per loro), nessuno le perderà.

Ecco: un paese, uno Stato che ha rinunciato alla democrazia. Ecco un paese, uno Stato che ha rinunciato alla libertà. Ecco un paese, uno Stato che ha rinunciato al futuro. E infatti i giovani (che sono sempre la parte più sveglia e sensibile di un paese) detestano questo scriteriato gioco della politica italica e fuggono all’estero. E comunque, ci sono ancora dei galantuomini, degli statisti, in Italia. Ad esempio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Che altro dire? Noi speriamo che se la cavi.

Leandro Janni