TPL, Messina UGL: “Rifare legge regionale e adeguare risorse. Da anni treni a lunga percorrenza assenti da Caltanissetta”

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PALERMO – “Il Trasporto Pubblico Locale ha assoluto bisogno di essere rilanciato con un’opera di risanamento e consolidamento delle societa’, a partire dall’Ast. In quest’ottica e’ indispensabile formulare un nuovo sistema di erogazione dei contributi alle aziende che curano il Tpl in convenzione secondo una logica di premialita’, assegnando una somma crescente in proporzione al raggiungimento di parametri di efficienza ed efficacia del servizio. Al Governo regionale, quindi, chiediamo di assumere l’impegno a riformare la legge regionale sul Trasporto Pubblico Locale, di adeguare il costo per allinearlo a quello praticato nel resto del territorio nazionale e di superare le criticita’ legate al rapporto tra costi e ricavi”. Lo scrive il segretario regionale dell’Ugl Sicilia Giuseppe Messina nella relazione programmatica in occasione del terzo congresso regionale del sindacato, presso un hotel di Palermo. “Nel 2019 si andra’ a gara – continua – e l’esecutivo regionale dovra’ dirci se intende proseguire in house o intendera’ affidare a Bus Italia, colosso del Ministero del Tesoro, il servizio. La situazione dell’Ast ci preoccupa ed occorre trovare una soluzione definitiva per evitarne il tracollo. Il contenzioso a Bruxelles avviato da privati che contestano l’aiuto di Stato rischia di produrre un buco da 22 milioni di euro, il governo regionale ci dia rassicurazioni e ci dica quali soluzioni intende adottare. Chiediamo, pertanto, che si dia una accelerata alla conclusione dell’iter che dovra’ portare la Regione Siciliana alla stipula dei nuovi contratti di affidamento in esclusiva del Trasporto Pubblico Locale (TPL) su strada e ferrovia”.

“L’attuale contratto di servizio con Trenitalia per i treni dei pendolari siciliani, ad esempio, e’ scaduto il 31 dicembre scorso – prosegue Messina -. Nel frattempo, pero’, in Sicilia le tariffe aumentano, le stazioni ferroviarie sono sempre piu’ degradate, abbondano i disservizi causati dai lavori di ammodernamento e, contemporaneamente, assistiamo alla staticita’ dei cantieri presenti nella Regione, a forti ritardi sui tempi di consegna delle opere e al mancato avvio dei cantieri del raddoppio di binario e dell’alta velocita’ sulla Catania-Palermo. Per completare il quadro occorre ricordare che da anni i treni a lunga percorrenza non arrivano ad Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa e Trapani. Oggi – spiega il segretario – in Sicilia partono appena 429 corse giornaliere, contro le 2.300 della Lombardia. Dal 2010 al 2016 i servizi hanno subito un taglio del 12,1%, mentre le tariffe pagate dai viaggiatori sono cresciute del 7,7%. La Sicilia e’ la terza regione, dopo l’Abruzzo e la Basilicata, per anzianita’ delle vetture: i nostri mezzi hanno mediamente 23,2 anni. La Sicilia ha accumulato ad oggi i ritardi normativi a quelli infrastrutturali invece di puntare su un nuovo Contratto basato sugli investimenti infrastrutturali e sul miglioramento della qualita’ del servizio. Adesso e’ giunto il momento di dare una risposta certa ai siciliani e al turismo siciliano. Spetta alla Regione definire una cornice di regolazione che garantisca efficienza ed economicita’ delle tariffe ai trasporti pubblici locali”.

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