Leandro Janni, politiche 2018: il reuccio Matteo Renzi

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Nella loro peculiare raccolta di articoli giornalistici “La prevalenza del cretino”, così scrivevano Carlo Fruttero e Franco Lucentini: «Elezione: l’inturgidirsi dell’organo politico riproduttivo grazie al quale si rende periodicamente possibile la fecondazione delle due Camere e di vari tipi di assemblea. Per evitare che l’elezione venga a configurarsi come “atto osceno in luogo pubblico” la legge impone che si svolga in cabine appartate e rigorosamente vietate ai minorenni.»

Politiche 2018. Alla fine li ha fregati tutti, o quasi, gli avversari politici interni, Matteo Renzi, il reuccio di Rignano sull’Arno. Insomma: chi non è con me è contro di me, e dunque scordatevi la candidatura! E se è bravo e competente è ancora meglio farlo fuori. Dunque, il
proprietario del nuovo partito che, ineluttabilmente si chiama ancora “Pd”, si appresta a perdere le prossime elezioni politiche e comunque a governare questo sventurato Paese grazie alle larghe intese.

Che altro dire? Questi giovani appaltatori della politica italiana contemporanea se ne fregano del pluralismo e della democrazia, se ne fregano dei territori e se ne fregano dei cosiddetti “valori” e delle idee. Insomma: il potere per il potere. I peggiori al potere o, quantomeno, nelle tradizionali stanze del potere. A metterci la faccia, ovviamente; la loro brutta (comunque giovane) faccia di bronzo. Le scelte, le decisioni che contano, poi, saranno prese da altri, fuori dalla scena. Il gioco è questo. Nient’altro. Ed è un gioco decisamente osceno.

POSCRITTO. In provincia di Caltanissetta, per quanto riguarda le candidature alla Camera e al Senato, siamo messi davvero male. La fulgida rosa di candidate e candidati che ci riserva la sfacciata protervia di questi partiti e che si va configurando sempre più nettamente, appare come una stolta e inesorabile parodia della politica.

Leandro Janni

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