Depurazione acque: fallimento Sicilia, 228 Comuni non in regola

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PALERMO – Dopo ben due condanne, nel 2012 e 2014, ancora un fallimento dei commissariamenti e dei poteri speciali per la depurazione delle acque in Sicilia. Ben 324 irregolarita’ nella depurazione in Sicilia, con 228 su 390 Comuni che non depurano come si dovrebbe e che non hanno ancora reti fognarie. I dati sono stati pubblicati sul Portale dell’Acqua www.acqua.gov.it. Per le inadempienze nell’attuazione della Direttiva l’Italia ha gia’ subito due condanne da parte della Corte di giustizia europea, e adesso l’avvio di una nuova procedura di infrazione. “Da quando il servizio e’ stato affidato a privati – dice Legambiente – i nuovi impianti costruiti si contano sulle dita di una mano e i vecchi sono al limite della loro vita, ed in cambio i cittadini pagano depurazioni inesistenti”.
Ancora piu’ grave e’ la questione del mancato recupero e riutilizzo delle acque reflue in periodi di siccita’, che saranno sempre piu’ gravi e frequenti. Eclatante e’ il caso di Palermo dove le acque del depuratore di Fondo Verde, invece, di essere usate anche per il solo ravvenamento delle falde idriche, sono fatte confluire nella rete fognaria, senza contrastare i fenomeni di cuneo salino della piana dei Colli che rischia di desertificare i terreni sino a Mondello.
“La vastita’ del fallimento – dice Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia – che in ben 27 anni non ha visto nessun adeguamento della Sicilia alle norme nazionali ed europee, richiede che il presidente Musumeci instauri al piu’ presto un tavolo tecnico con le associazioni ambientaliste che da tempo denunciano l’inconsistenza della Regione siciliana, lasciando fuori tutti coloro che in questi anni si sono occupati del settore. Non c’e’ piu’ tempo per dare la parola a chi ha fallito nel campo dei rifiuti e delle acque”