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Carlo Sorbetto: “lettera aperta ai politici nisseni”

CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Cari politici, premetto il più profondo rispetto per ciascuno di Voi, per le Vostre persone e per i ruoli che rappresentate. Non mi importa, in questa missiva, che siate di destra, di sinistra o di centro. L’editoriale di Sua Eccellenza Mario Russotto, Vescovo di Caltanissetta, apparso domenica 24 dicembre 2017 sul quotidiano La Sicilia: “A Natale accendi la stella che sei e diverrai casa e cuore ospitale”, offre numerosi spunti di riflessione, induce a porsi domande e dà gli strumenti per trovare risposte all’apparenza irraggiungibili. Per un attimo siamo tornati indietro nel tempo, fino ad arrivare alla Sua intervista fatta nel settembre 2004. I nisseni conoscono bene i mali che affliggono la nostra città ma, che lo abbia capito sin da subito Sua Eccellenza il Vescovo, a un anno dal suo insediamento, questa la dice tutta!! Tornando all’intervista del 2004, il Vescovo ha spiegato: “di aver scoperto un “virus” nella gente di Caltanissetta, un peccato, un vizio atavico che non si sa se verrà mai sconfitto, lo chiamo immobilismo genetico dei nisseni, manca la creatività lavorativa, la fantasia imprenditoriale, la voglia di inventarsi un futuro e mancano le basi. Inutile parlare di sviluppo se non esistono nemmeno i collegamenti stradali e si continua a fare la guerra gli uni contro gli altri”. In effetti, dare una risposta adeguata oggi, ai suddetti comportamenti negativi, si può solo dire che c’è un piccolissimo timido risveglio ma, non sufficiente da poter dire: “Sappia Eccellenza, che ci siamo resi effettivamente conto che divisi si perde e quindi, siamo passati alla ricerca di fare rete come prospettiva verso il futuro in modo che, unendo le nostre energie, si possa finalmente superare l’individualismo atavico con impegno e responsabilità, in favore dell’unione di intenti. No! Mi dispiace Eccellenza, da allora non è successo nulla anzi, stiamo andando indietro perdendo anche le nostre belle tradizioni; ai bambini si danno nomi strani invece che Michele o Maria, le feste dei protettori delle vare, del Redentore hanno perso sempre più seguito a vantaggio, quando va bene, dei wurstel e della birra. I nostri amministratori locali tutti concentrati su una singola questione “loro e noi”, a discapito di altri: non coltivano più il ricordo di cittadini meritevoli, pittori come Vincenzo Roggeri, attori come Luigi Vannucchi, intellettuali impegnati come Leonardo Sciascia, eppure una lapide o intitolazione di una strada costano ben poco. Pertanto, ci affidiamo alla Speranza che possa dare davvero una svolta consistente al nostro modo di agire è poter dire: Mons. Mario Russotto, il nisseno da Lei descritto non è più quello”. Vi prego cari politici, investite nel futuro: così non è possibile andare avanti. Auguri a Voi tutti, perché il Vostro impegno sia utile alla città, perché le future generazioni possano ricordarVi come quelli che hanno ridato slancio e coesione sociale al nostro Territorio.

Carlo Sorbetto