San Cataldo. Il sindaco scrive al presidente della Repubblica e al Ministro dell’Interno per la questione legata all’accoglienza di migranti in Città.

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SAN CATALDO. Il sindaco sindaco Giampiero Modaffari ha deciso di effettuare un presidio permanente presso l’Hotel Helios di San Cataldo presso il quale, nella notte fra il 4 e il 5 novembre scorso, sono stati trasferiti minori non accompagnati. Il presidio durerà fino a quando non si avranno risposte certe su quanto rappresentato al Ministro dell’Interno in data 27.06.2017 con nota prot. 15504. Sulla questione,oltre al coinvolgimento dell’intera cittadinanza sancataldese, è già stata richiesta la convocazione del Consiglio Comunale. Nel contempo, il sindaco ha anche scritto una lettera al presidente della Repubblica, al Ministtro dell’Interno, all’Anci, al Questore e al Prefetto di Caltanissetta. Nella lettera Giampiero Modaffari, parlando a proposito dell’argomento relativo all’accoglienza cittadini stranieri presso la Città di San Cataldo – Parametro migranti/popolazione residente. In particolare, nella lettera Modaffari ha ricordato che <in data 20/02/2017 il nostro Comune è stato messo a conoscenza da parte della Prefettura di Caltanissetta della volontà di destinare dei locali di proprietà privata, ricadenti nell’ambito del nostro territorio, quale Centro di Accoglienza Straordinaria [CAS] ai sensi dell’art. 11 comma 2 del d.lgvo 142/2015. Quanto sopra in relazione all’emanazione di un bando della Prefettura di Caltanissetta per “PROCEDURA APERTA PER LA STIPULA DI ACCORDO QUADRO CON PIU’ OPERATORI ECONOMICI AI QUALI AFFIDARE IL SERVIZIO DI ACCOGLIENZA NELLA PROVINCIA DI CALTANISSETTA DEI CITTADINI STRANIERI RICHIEDENTI PROTEZIONE INTERNAZIONE – ANNO 2017 – 470 CITTADINI STRANIERI”. Poiché il nostro Comune ha una popolazione residente di circa 23.400 abitanti e quindi ricadente nella fascia da 10.000 a 50.000 abitanti, la norma stabilisce un massimo di 120 cittadini migranti richiedenti asilo che possono essere accolti. Orbene se da una parte esiste un limite per l’accoglienza sotto forma dei CAS, non sembra esistere alcun limite per l’accoglienza nell’ambito dello stesso Comune per altre forme di accoglienza e tra queste anche quella dei minori stranieri non accompagnati>. Il sindaco ha poi rilevato: <Si precisa che nell’ambito del nostro Comune non sono stati attivati gli SPRAR per il quale esiste l’accordo con l’ANCI del numero massimo pari a 2,5 migranti per ogni 1.000 abitanti residenti. La nostra Amministrazione Comunale, consapevole delle criticità del proprio territorio, ha richiesto la definizione di un apposito piano dell’accoglienza che sia di tipo condiviso e non imposto, che avvenga e si ponga nel rispetto dei parametri previsti per legge e secondo condizioni di attenzione delle sensibilità e dell’azione anche degli Amministratori Locali che, per Comune di San Cataldo Prot. n. 15584 del 27-06-2017 partenza 2 il contatto quotidiano che hanno con la Città, riteniamo abbiano consapevolezza delle preoccupazioni e dei problemi del tessuto sociale che possono non apparire immediatamente manifesti>. Il sindaco ha poi sottolineato: <Riteniamo altresì che l’accoglienza non è, e non deve essere legata alla mera e semplice disponibilità di locali e di interessi anche economici dei locatari, crediamo viceversa che sia necessario evidenziare prima le criticità e, se indispensabile, porre paletti e condizioni da subito, immediatamente, in modo da evitare che eventuali situazioni di emergenza impongano il superamento di ogni attuale logica di accoglienza. E’ evidente che risulta necessario individuare con certezza il contributo della nostra Comunità alle previsioni a livello nazionale di una redistribuzione diffusa dei migranti. Poiché la nostra Città ha diverse disponibilità di strutture private, ex Istituti religiosi, strutture ricettive che si stanno riconvertendo etc., è indiscutibile che grande è la preoccupazione per un afflusso di massa che possa destabilizzare la pace sociale e la richiesta di sicurezza dei nostri concittadini. Poiché occorre fornire certezza anche nell’informazione corretta alla Città rispetto a quella che è la nostra capacità di accoglienza di tipo sostenibile, con la presente si chiede a quanti in indirizzo e ciascuno per le proprie competenze di conoscere: 1) se la presenza di un CAS nell’ambito del territorio comunale escluda la presenza di altre forme di accoglienza di migranti; 2) qualora sia possibile la compresenza tra CAS ed altre forme di accoglienza, quali ad esempio l’accoglienza di migranti minori stranieri non accompagnati, quale numero complessivo massimo di migranti può accogliere la nostra Comunità; 3) se la doverosa accoglienza debba essere attivata, in attuazione del principio di leale collaborazione tra i diversi livelli di governo, senza alcuna imposizione ma a seguito di concertazione e condivisione con l’Ente Locale in cui ricadono le strutture che si intendono utilizzare. Considerato che occorre garantire certezza alla civile convivenza ed alla tranquillità della popolazione sancataldese, riteniamo che sia essenziale prevenire ed evitare che possa succedere ciò che attualmente avviene nella nostra vicina cittadina sede del Centro di Accoglienza di Pian del Lago, dove la doverosa accoglienza spesso si trasforma in insicurezza e destabilizzazione dell’ordine pubblico>. <Per tali motivi – ha concluso – qualora non si sia stabilito alcun parametro che lega la presenza di migranti ed il numero di abitanti di una collettività, si chiede a Codesto Ministero ed all’ANCI di farsi parte attiva affinchè sia stabilito univocamente un parametro che tenga conto della contemporanea presenza di migranti, secondo le diverse forme di accoglienza, e la popolazione della comunità che li accoglie. Occorre evitare che la mera disponibilità di strutture possa consentire eccessive concentrazioni di migranti, che da un lato potrebbe essere vista dalla popolazione residente come un problema per la sicurezza e la stabilità sociale e dall’altro non permetterebbe una corretta e sostenibile attività di integrazione>.

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