Istat: tornano in crescita migrazioni interne, attrae il Nord. Caltanissetta, terza nel sud Italia: -4,8 per mille

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ROMA – Dopo tre anni di calo tornano a crescere i trasferimenti di residenza interni al territorio nazionale, che nel 2016 hanno coinvolto 1 milione 331 mila individui (+4% sul 2015), con trasferimenti per lo piu’ di breve e medio raggio. Nel 76% dei casi avvengono tra Comuni della stessa regione (1 milione 6 mila). Lo dice l’Istat nel report ‘Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente’. All’aumento dei trasferimenti di residenza interni contribuiscono anche i cittadini stranieri: i loro spostamenti sono stati in tutto 230 mila, circa 27 mila in piu’ rispetto al 2015.
Ad attrarre di piu’ sono le province del Nord. Il confronto del tasso migratorio netto rispetto al 2015 mette in evidenza un aumento di attrattivita’ per quasi tutte le regioni del Centro-Nord e, viceversa, una propensione a lasciare la regione di origine ancora piu’ accentuata in tutte le regioni del Mezzogiorno. I trasferimenti tra Comuni comportano un saldo migratorio sempre positivo per le regioni del Nord e del Centro. L’Emilia-Romagna (+2,3 per mille) si conferma la regione piu’ attrattiva seguita da Trentino-Alto Adige (+2,1 per mille), Lombardia (+1,7), Friuli-Venezia Giulia (+1,5 per mille) e Toscana (+1,5 per mille). Al contrario risultano piu’ contenuti i tassi migratori netti in altre regioni importanti dal punto di vista dell’ammontare di popolazione come Lazio, Piemonte e Veneto (tutte +0,7). Nelle regioni del Mezzogiorno si osserva un saldo negativo con valori elevati in Basilicata (-3,8), Calabria (-3,5), e Molise (-3,4).

Le province piu’ attrattive sono Bologna (+4,9 per mille residenti), Rimini (+3,9 per mille) e Trieste (+3,6 per mille). Il saldo migratorio interno evidenzia una perdita di residenti soprattutto nelle province siciliane e calabresi: Vibo Valentia (-5,2 per mille), Enna (-5,1), Caltanissetta (-4,8 per mille), Reggio di Calabria (-4,4 per mille), Matera (-4,1 per mille) sono le province con il saldo negativo piu’ elevato.
La principale direttrice degli spostamenti e’ sempre sull’asse Mezzogiorno/Centro-Nord: nel complesso il Centro-Nord registra un saldo positivo pari a 49 mila unita’ (+22 mila il Nord-Ovest, +17 mila il Nord-Est e +10 mila il Centro). Il Mezzogiorno si conferma il principale luogo di origine dei flussi migratori sia dalle regioni del Sud (-35 mila) sia dalle Isole (-14 mila unita’).
Per quanto riguarda l’eta’, l’Istituto di Statistica segnala un aumento della mobilita’ tra gli ultra 65enni (+18% dal 2006 al 2016). I trasferimenti di residenza interni hanno interessato nel 2016 uomini e donne all’incirca in egual misura (664 mila per i primi e 667 mila per le seconde). Cio’ che in parte li differenzia e’ il profilo per eta’. Le donne, infatti, presentano il massimo della mobilita’ all’eta’ di 27 anni, mentre gli uomini lo raggiungono a 31. Invece, l’eta’ media di coloro che si spostano all’interno del territorio nazionale e’ di 34,7 anni per gli uomini e di 35,9 per le donne, con una significativa distinzione tra italiani e stranieri: per i primi l’eta’ media e’ di 36 anni, per i secondi scende a 32.
Uno spostamento su sei (224 mila pari al 17%) riguarda un minorenne, spesso come conseguenza di trasferimenti che coinvolgono interi nuclei familiari, anche con figli al seguito. Nell’eta’ lavorativa, dai 18 ai 64 anni, il flusso dei trasferimenti e’ molto intenso e pari a 996 mila unita’ (75%), mentre il numero di spostamenti nella fascia di eta’ piu’ alta (65 anni e piu’) e’ pari a 112 mila

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