Elezioni in Sicilia, Fava: “Cancelleri parla di mafia come alle elementari”

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“Sono due cose che non sono in contraddizione: sette anni fa la sua associazione prese questo premio e Cancelleri in questi cinque anni, e in questa campagna elettorale, parla di mafia come un libro di testo delle scuole elementari: l’antimafia dev’essere nel dna, dobbiamo evitare di avere martiri ed eroi, eccetera“. Cosi’ Claudio Fava, candidato alla presidenza della Regione Sicilia per Cento Passi per la Sicilia, ad Agora’ su Rai Tre, a proposito delle elezioni siciliane e dell’impegno dei candidati contro la mafia.
Io di questi temi – sottolinea – mi occupo da molti anni, ne parliamo da cittadini, da siciliani perche’ sappiamo che la mafia e’ una presenza consolidata nella storia politica e nell’economia della Sicilia, perche’ ha nomi e cognomi, e’ un governo parallelo, che intercetta una parte della spesa pubblica, e’ presente anche come capacita’ e qualita’ di investimenti. Esiste una mafia 2.0, che investe nell’eolico, nella grande distribuzione, nella sanita’ di eccellenza, che investe nella raccolta dei rifiuti. Si tratta di capire in che modo questa dimensione criminale, questa economia parallela e’ entrata anche nelle vene aperte dell’amministrazione regionale. E a me non basta sentir dire ‘l’antimafia resta nel dna dei siciliani’, io voglio capire – incalza – in che modo questo e’ accaduto e rischia di accadere. Ho bisogno di capire se siamo in condizione di indicare per nome e cognome coloro che hanno intercettato e continuano a intercettare risorse pubbliche per speculazioni mafiose“.

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1 COMMENTO

  1. L’antimafia di facciata di Cancelleri (tipica dei discorsi elettorali dei politici di turno) non convince più nessuno, specialmente in Sicilia. Solo chi l’ha vissuta e la vive sulla propria pelle, come Claudio Fava, può essere credibile fino in fondo, a prescindere dalla competenza e dalla serietà dimostrate “sul campo” in parecchi anni di onesta e coerente militanza politica.

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